Page 305 - Numero Speciale 2024
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LE ARMI DELLA LIBERAZIONE
I gas rilasciati convogliati nella canna, sospingevano la bomba. La carica
di lancio non è nient’altro che un bossolo di ottone senza ogiva delle dimensio-
ni di 8x50mm. La brixia ospitava un caricatore di 10 cariche di lancio.
Mortaio leggero Brixia Mod. 1935
(Fonte: Foto Autore)
5. M1 Garand
Il grosso sforzo bellico intrapreso anche dagli stati uniti nella prima guerra
mondiale fece rilevare l’esigenza di avere un nuovo fucile e magari anche
semiautomatico per sostituire lo Springfield M1903 fin li utilizzato. Lo sviluppo
del M1 Garand iniziò nel 1919, i primi prototipi videro la luce nel 1922 negli
stabilimenti della Springfield. Il progettista, John Garand, inserì nella meccanica
del fucile il recupero dei gas profusi dalla detonazione della cartuccia. Che signi-
ficava? Utilizzava questi gas generati, oltre che per proiettare l’ogiva, anche per
far indietreggiare la culatta e innescare nuovamente il ciclo di fuoco dell’arma.
L’operatore doveva trazionare solo una vota l’artiglio d’armamento e procedere
con otto spari consecutivi. Tre anno dopo questi fucili vennero modificati e
denominati M1924. Iniziarono dunque una serie di test e di paragoni con altri
modelli presentati nel panorama delle armi lunghe, dalla Thompson e Pedersen,
Berthier, Browning, Colt e Hatcher. I test portarono a modifiche ulteriori.
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