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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA
Così, si apprezza la narrazione in prima persona che solo un ufficiale in servizio nel
nucleo organizzativo della legione di Bologna per il costituendo gruppo di Parma poteva fare,
come egli fece. Inoltre, solo dalla Chiesa avrebbe assunto il comando della compagnia e poi
della tenenza di Salsomaggiore, dal 26 aprile 1945 al 9 giugno 1946.
Dalla chiesa ritorna a scrivere di patrioti con “Richetto” il leone della Montagna nel periodico
di novembre 1945 in cui descrive la cerimonia del 3 maggio precedente in cui a Parma sfilarono
le divisioni e le brigate partigiane. In particolare, il lungo articolo racconta le vicende del
Carabiniere Federico Salvestri detto Richetto, già in servizio presso la Stazione di Agazzano,
ma originario di Varese Ligure, esperto delle montagne tra la Liguria e l’Emilia.
Con Il sacrificio della libertà di pensiero nel Carabiniere pubblicato nel numero di aprile 1946
cessano gli articoli firmati con l’acronimo c.d.c. (carlo Alberto dalla chiesa).
In quest’ultimo contributo, l’autore riflette sull’importanza della apoliticità dei militari
dell’Arma e se si vuole sulla loro imparzialità, sottraendo così il Carabiniere alle mire di una o
dell’altra parte politica interessate ad averlo vicino.
Afferma dalla Chiesa “il carabiniere nella sua imparzialità somma, nella sua austera severità,
nella sua sensibilità limpida e cosciente si astrae, si eleva da tale stato di cose: non piega agli alletta-
menti o alle scudisciate di un solo, di una minoranza o di una maggioranza; reagisce, si batte; giacché
egli, lungo dal rappresentarlo o dal rappresentarle, sa di essere il tutore di una legge creata da un
potere dello Stato, sa di essere il tutore di quella popolazione che dello Stato è uno degli elementi
costitutivi, sa, infine, che la legge egli deve conoscere in tutti i suoi molteplici aspetti, per essere in
grado di farne rispettare gli estremi in ogni parte del territorio”. In quei mesi erano alle porte le ele-
zioni per la Costituente e per la scelta della forma di Stato dopo oltre vent’anni di dittatura. In quei
mesi sarebbe stata emanata una circolare a firma del Comandante Generale, generale Brunetto
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Brunetti intitolata Contegno dell’Arma durante e dopo le elezioni politiche datata 10 maggio 1946 .
In sostanza, il giovane tenente Carlo Alberto dalla Chiesa attraverso la firma di alcuni con-
tributi sul nuovo periodico dell’Arma dei Carabinieri riflette sulle questioni del personale e prin-
cipalmente di sottufficiali e sui Carabinieri, ricordandone soprattutto il ruolo di patrioti, di parti-
giani e di combattenti per la Libertà, senza dimenticare però i prigionieri e i deportati che erano
parte integrante della grande famiglia dell’Arma e che, almeno per i prigionieri degli Alleati, len-
tamente stavano facendo ritorno in Italia. Un aspetto che emerge è legato alla narrazione degli
episodi. Si tratta di vicende che egli ha vissuto direttamente (nel caso di Fileni e di Scapaccino per
esempio) o indirettamente (sembrerebbe così per il carabiniere Ugo Capati), ma dove emerge il
ruolo del singolo militare, le sue competenze professionali e militari, il suo desiderio intimo di
lotta (nel caso del partigiano Richetto per citare un altro contributo) . Inoltre, si nota che le azioni
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condotte da questi rimangano in secondo piano, quasi scompaiano nella più grande narrazione
della Storia di quegli anni. In realtà, proprio dalla Chiesa fa emergere il ruolo complesso dei
Carabinieri che si trovano sparsi in differenti realtà, spesso nella necessità di mostrare ai propri
compagni di lotta il proprio valore per ottenere un pieno riconoscimento della loro funzione. In
qualche modo, sembra potersi affermare che, proprio in virtù della nascita e dello sviluppo del
movimento resistenziale, i Carabinieri continuavano a vivere con i propri cittadini che avevano il
compito di difendere, anche partecipando alla vita clandestina, in montagna come in città.
5 Flavio Carbone, Apolitici per tendenza e per tradizione, in Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri, a. I (2016), n. 1, pp. 38-42.
6 L’associazione ai luoghi e agli episodi è stata resa possibile dalla consultazione dello stato di servizio del generale, pre-
sente in Archivio Storico della Direzione dei Beni Storici e Documentali dell’Arma dei Carabinieri, archivio digitale.
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