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IL CARABINIERE DELLA NUOVA ITALIA
militari dell’Arma avanzano attraverso le pagine del giornale nella ricerca di un
chiarimento, ma anche di un riconoscimento. Si parla di matrimonio e delle
regole per contrarlo, degli assegni in qualità di “Partigiano combattente”, di
avanzamento, di reclutamento di allievi sottufficiali o di richiamo in servizio di
sottufficiali in congedo e via dicendo.
In chiusura, si ritiene utile qualche considerazione in merito all’uso delle
immagini fotografiche. Di massima, hanno la funzione di accompagnare qual-
che notizia più importante, come nel caso delle celebrazioni in memoria del
vicebrigadiere Salvo D’Acquisto (n. 6/1947), talaltra si inseriscono con un bre-
vissimo articolo per informare di una attività, come nel caso della visita del
generale Goulburn in Sicilia (n. 11/1946). In prima pagina, di massima, si tro-
vano immagini del Museo Storico, come particolari dell’altorilievo, riproduzioni
di quadri, talaltra la fotografia del Comandante Generale o qualche immagine
di cerimonia davvero significative per l’Arma dei Carabinieri come nel caso
della visita del Capo Provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, a Reggio Emilia
(n. 1/1947).
7. Conclusioni
Il periodico ebbe sicuramente un grande impatto su di una organizzazione
complessa com’era l’Arma dei Carabinieri Reali alla fine del 1944 travagliata
dalle conseguenze dell’armistizio. Si dovette necessariamente attendere la rico-
stituzione del Comando Generale a Roma dopo la liberazione della Capitale per
avviare quel processo di riorganizzazione che fu condotto inizialmente dal
generale Taddeo Orlando. Si succedettero nel periodo di vita de Il carabiniere
della Nuova Italia, tre Comandanti Generali; dopo Orlando, Brunetto Brunetti e
quindi Fedele De Giorgis.
L’attenzione verso i Carabinieri fu piuttosto alta, sia da parte delle autorità
alleate che fino al trattato di pace osservarono attentamente il funzionamento
delle Forze Armate e di quelle dell’Ordine, sia da parte della autorità politiche
che facevano affidamento su di una Istituzione che, nonostante tutto, era rima-
sta al suo posto garantendo, per quanto possibile, la prosecuzione della vita civi-
le tra difficoltà inimmaginabili.
Ecco che Il carabiniere della Nuova Italia è pubblicato, come si ricorda nelle
battute iniziali, per garantire una comunicazione interna dal Comando Generale
dell’Arma dei Carabinieri Reali all’ultima Stazione. In linea teorica, la partecipa-
zione è aperta a tutti i militari dell’Arma, ma sembra potersi affermare che si
tratta principalmente di ufficiali e di qualche maresciallo maggiore di provata
esperienza e capacità.
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