Page 302 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



                  I cimeli di oggi esposti al Museo sono le armi che implacabilmente hanno
             segnato queste vite. Venendo da un lungo periodo di guerra e quindi, ovvia-
             mente, da una produzione massiccia di armi, la possibilità di reperirne un po’
             era abbastanza agevole, non vi era campo di battaglia che non lasciava dissemi-
             nate armi e munizioni. In una fase politicamente e militarmente concitata non
             si andava tanto per il sottile sulla scelta del proprio armamento. Quindi le armi
             era più o meno per tutte uguali, ma con un certo sforzo si è pensato di poter
             assegnare maggiormente alcune armi iconiche ai Carabinieri che hanno militato
             al nord, nella Resistenza, e al sud al seguito delle truppe italiane o degli alleati.
































                                Fucile 91. Particolare dell’otturatore in apertura
                                             (Fonte: Foto Autore)

             2.  Il fucile e il moschetto 91
                  Icona  nazionale  e  non  solo,  tra  le  armi  lunghe  il  modello  91  Carcano
             Mannlicher, in tutte le sue versioni e varanti, ha accompagnato il militare italia-
             no fin dal 29 marzo 1892 quando il Vetterli e le “avancariche” diventarono trop-
             po obsoleti per le esigenze del Regio Esercito. Un’arma talmente innovativa che
             condizionò tutte le progettazioni delli futuri armamenti del novecento e oltre.
             Il  funzionamento  era  a  ripetizione  ordinari  con  pacchetto  elevatore  fisso
             Mannlicher a caricamento verticale, 6 colpi calibro 6.5 x 52 mm con otturatore
             giro-scorrevole (bolt action) che permetteva (per mezzo di camme) l’espulsione,


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