Page 234 - Numero Speciale 2024
P. 234

I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



                  Non si trattava certamente di una situazione facile. Volgendo lo sguardo
             alla Toscana a fine 1944, la relazione del Comando Generale riportava a propo-
             sito della provincia di Firenze che “L’intensa rete di controllo assicura la disci-
             plina del traffico sulle strade e il funzionamento delle ferrovie. ovunque è stata
             svolta opera per la repressione dello spionaggio, il rispetto delle ordinanze del
             Governo Militare Alleato, la vigilanza sul meretricio, la vigilanza sull’orario di
             chiusura di esercizi pubblici. Militari dell’Arma, in abito civile, addetti al C.I.C.
                                                                    27
             hanno integrato i servizi preventivi del predetto organo” .
                  La questione era piuttosto complessa per le condizioni generali di vita dei
             militari dell’Arma. Infatti si segnalava più avanti “L’Arma, malgrado le condi-
             zioni di disagio in cui si trova, disimpegna con attaccamento il proprio dovere
             e i comandi alleati non mancano di palesare il proprio apprezzamento per la sua
                            28
             opera proficua” .
                  La presenza dei Carabinieri sul territorio consentiva di fornire un contri-
                                                                                   29
             buto estremamente qualificato anche nelle attività di controspionaggio . Ad
             esempio  a  Morcone,  in  provincia  di  Benevento,  il  18  novembre  1944,  i
             Carabinieri arrestavano un contadino trovato in possesso di paracaduti, appa-
             recchi radio e altro materiale ancora che l’arrestato aveva ricevuto da un ufficia-
             le della milizia che era stato paracadutato nella zona il 12 precedente. La cattura
             consentiva ai Carabinieri del controspionaggio di arrestare il 21 novembre suc-
             cessivo anche la spia .
                                30
                  I Carabinieri talvolta non operavano da soli, ma svolgevano servizi con-
             giunti con le forze di polizia militare alleate. Negli ultimi mesi del 1944, nella
             sola Campania, era stato possibile arrestare dodici disertori alleati “autori di
             rapine ed altre violenze commesse col concorso di pregiudicati locali”.
                  In questo caso, i servizi avevano anche lo scopo di smantellare organizza-
             zioni criminali di rapinatori che indossavano uniformi alleate.
                  Resta evidente, in questa breve descrizione, il complesso dei compiti attri-
             buiti e disimpegnati dall’Arma, sia a favore della popolazione, sia a favore degli
             alleati. Non si trattava unicamente di crimini commessi da cittadini italiani, ma
             anche da militari stranieri, talvolta in associazione con organizzazioni criminali
             nazionali. E ciò senza escludere tutto quell’insieme di incombenze che gravava-
             no sulle poche unità disponibili attribuite all’Arma territoriale.
             27   Ivi, p. 3.
             28   Ivi, pp. 3-4.
             29   Per un approfondimento si rinvia al contributo di Maria Gabriella Pasqualini sull’argomento
                  apparso in questo numero speciale con il titolo Il 1944 visto dai documenti del controspionaggio italiano.
             30   ASACC,  D95.3,  Comando  Generale  dell’Arma  dei  Carabinieri  Reali  -  Ufficio  Servizio  -
                  Situazione e Collegamento, Contributo dell’Arma, p. 6.

             232
   229   230   231   232   233   234   235   236   237   238   239