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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA
In capo agli alti comandi permaneva una considerazione generale favore-
vole di partecipazione italiana alla costruzione di una società nuova. In tal
senso, non erano infrequenti gli apprezzamenti per il lavoro svolto dall’Arma.
Nel 1944, il documento redatto dal Comando dell’Arma dei Carabinieri
Reali dell’Italia Liberata segnalava che “nelle provincie di Campobasso, Foggia,
Chieti e Pescara, vengono forniti ai comandi anglo americani servizi di prote-
zione agli aeroporti, ai magazzini, ai porti, alle linee telefoniche, agli impianti
ferroviari, agli edifici di importanza militari ed ai servizi di blocco nelle imme-
diate vicinanze del fronte. Man mano che le truppe alleate avanzano, i militari
dell’Arma si presentano ai comandi dei Carabinieri Reali per essere nuovamente
impiegati. Essi appaiono laceri e malandati per la vita trascorsa alla macchia per
lunghi mesi, ma dimostrano pure di aver mantenuto o di mantenere tuttora
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assai alto il loro spirito militare” .
Appare indicativo segnalare questo aspetto giunto fino al vertice
dell’Arma di quei mesi prima della ricostituzione del Comando Generale a
Roma.
Lo stesso generale Pièche sottolineava da una parte le pessime condizioni
di vita vissute da quei Carabinieri e dall’altra l’alto morale che li portava a chie-
dere di ritornare in servizio immediatamente.
Non si trattava solamente di coprire esigenze di carattere militare richieste
dagli Alleati, bensì di molto di più.
Ancora il relatore sottolineava che lo stesso maresciallo britannico
Harold Alexander, comandante supremo delle forze alleate nel Mediterraneo,
“in occasione di una sua visita alla legione di Bari, ha esternato il suo vivo
compiacimento per la saldezza spirituale e materiale riscontrata nella nostra
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istituzione” .
Infatti, appare estremamente importante considerare che “i servizi di ordi-
ne pubblico vengono ovunque assicurati dall’Arma con notevolissimo giova-
mento non solo per la normalità della vita interna del paese, ma a tutela della
calma e della sicurezza necessarie onde non sia intralciato lo sforzo bellico delle
Armate Alleate. Sono stati disposti numerosi servizi di scorta ai treni traspor-
tanti derrate americane per i vari comuni delle regioni” .
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Anche in Sardegna, dove giunsero gli anglo-americani della Commissione
di Controllo trovarono nei Carabinieri e specialmente nei centri di Sassari,
Cagliari e Nuoro un valido supporto; “alla fiducia subito manifestata dagli
20 ASACC, D95.3, p. 15.
21 Ivi, p. 16.
22 Ivi, p. 15.
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