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CARABINIERI REALI ED ALLEATI IN ITALIA. UN RAPPORTO COMPLESSO
Tuttavia l’ufficiale americano rispose sghignazzando: no, no, voi qui siete tutti
tedeschi, tutti fascisti e tra voi comanda ancora Mussolini. A quel punto l’ufficiale con
il Carabiniere lasciò l’ufficio evitando l’ulteriore deteriorarsi della situazione.
La risposta del maggior generale statunitense Arthur R. Wilson, coman-
dante della Peninsular Base Section (PBS), fu cortese e rispettosa dimostrando
interesse affinché il comportamento del personale americano fosse perseguito,
anche se non toccò la questione della frase pronunciata dall’ufficiale americano
che suscitò molta tensione anche nei comandi italiani che ricevettero le comu-
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nicazioni in materia .
Il mese successivo accadde di peggio. Il 3 giugno 1944, a Bagnoli verso le
ore 1,30 di notte militari americani di colore spararono a bruciapelo contro due
guardie di finanza in normale servizio d’istituto. Secondo il documento del
Comando Forze Armate Campania, fu un crimine vero e proprio, tenuto conto
che non vi era alcun motivo per sparare. La segnalazione inviata alla PBS chie-
deva una energica sanzione dei responsabili del comportamento delittuoso,
tenuto conto che uno delle due guardie morì successivamente . La PBS infor-
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mava tramite l’ufficiale di collegamento che l’attività investigativa da parte del
Provost Marshall aveva permesso di identificare quattro soldati americani che
erano stati arrestati e su cui gravavano gravi indizi di colpevolezza. Il colonnello
Donald J. Leehey segnalava anche gli statunitensi avrebbero risposto di omici-
dio dinanzi la corte marziale generale .
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Nello stesso giugno 1944, furono risolti anche gli incidenti occorsi a
Monopoli e provocati da partigiani jugoslavi. Secondo due rapporti del
Comando dell’Arma dei Carabinieri Reali dell’Italia Liberata, a causa della pre-
senza di un commissario politico che fomentava gli animi si erano verificati
parecchi problemi con i civili del luogo a causa dei “sistemi terroristici dei par-
tigiani jugoslavi”, tanto da spingere il comando alleato ad istituire un comando
presidio militare retto da un maggiore inglese. Questi immediatamente dispose
che le sentinelle jugoslave avrebbero dovuto essere armate di solo fucile e che
non erano consentiti pattuglioni notturni armati per controllare il rispetto del
coprifuoco o per esercitare un controllo di polizia, già assolto dai Carabinieri
insieme al “servizio di sicurezza militare alleato del luogo”.
12 Un’annotazione a mano sul foglio pervenuto al Comando Supremo riporta “la cosa più grave
è la frase pronunciata dal tenente, che però non ha fatto oggetto di particolari rilievi”.
13 AUSSME, Fondo I-3, busta 102, n. 04065 del 22 giugno 1944 del Comando Forze Armate
della Campania - Stato Maggiore Ufficio Informazioni, ad oggetto Ferimento di due guardie
di finanza da parte militari alleati di colore.
14 AUSSME, Fondo I-3, busta 102, lettera della Sezione Collegamento Peninsular Base Section,
Colleg. Ital. Memor. 81 datata 16 giugno 1944.
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