Page 228 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



             entro 10 minuti perché in Altamura vigono le leggi inglesi e non quelle italiane; il fatto
             fu commesso in un momento di entusiasmo e, secondo le leggi inglesi non costituisce reato; gli
             ordini che davano loro non andavano discussi e, qualora non si fosse ottemperato, avrebbero
             internato il Maresciallo e il Vice-pretore. La nota concludeva segnalando la liberazio-
             ne provvisoria dei due arrestati con quale grave pregiudizio è facile immaginare, per il
             prestigio delle leggi italiane.
                  A Lecce, lo stesso 1° ottobre 3 militari anglo-americani con le armi pun-
             tate disarmarono un maresciallo in servizio presso il locale deposito di Fanteria,
             asportandogli la pistola .
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                  Lo stesso 1° ottobre, un sottufficiale inglese ubriaco si impossessava di un
             fucile da un militare indiano e sparava inavvertitamente un colpo di fucile che
             uccideva un soldato italiano che era fermo all’ingresso dell’accantonamento. Il
                                                                            10
             sottufficiale si dava alla fuga ricercato dalla polizia militare inglese .
                  Sin dall’inizio di ottobre un contingente di polizia inglese [militare] aveva al
             seguito due Carabinieri che seguivano l’unità sin da Reggio Calabria (era richie-
             sto il rientro al proprio reparto) .
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                  I documenti consultati non fanno emergere ulteriori difficoltà relazionali
             Carabinieri - alleati, ma ciò non toglie che ci dovettero essere comunque tensio-
             ni se nel corso del 1944 vi furono altri episodi.
                  Una vicenda abbastanza grave per il comportamento degli americani si
             verificò il 2 maggio 1944 all’interno dell’area portuale di Napoli. Un Carabiniere
             in servizio di scorta agli automezzi che avrebbero dovuto trasportare i viveri si
             avvicinò alle casse di derrate alimentari scaricate sulla banchina dal piroscafo
             “Martin Luther” con l’intento di verificare che nessun malintenzionato potesse mano-
             metterle. Un tenente e del personale della polizia americana sopraggiunto nel
             frattempo costrinsero il militare italiano a recarsi all’ufficio dispaccio del Pier C
             (nella zona portuale), accusandolo di voler rubare. Nonostante le risposte del-
             l’italiano, gli fu imposto di deporre l’arma e lo perquisirono, con esito naturalmente nega-
             tivo. Anche l’intervento del capitano commissario comandante il distaccamento
             del porto non sortì alcun effetto, tanto che il tenente americano replicò ostina-
             tamente. A quel punto il capitano si rivolse ai militari stranieri in inglese affer-
             mando che tutte le persone coinvolte nella vicenda erano lì per lavorare a comune
             vantaggio delle truppe americane, inglesi, francesi, nonché di quelle italiane.
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             9    AUSSME, Fondo I-3, busta 104, promemoria n. 1/345 datato 9 ottobre 1943, Comando 7
                  Armata, Ufficio Informazioni.
             10   AUSSME, Fondo I-3, busta 102, n. 881/73 SOP/V di prot. del 20 ottobre 1943 dello Stato
                  Maggiore del Regio Esercito - Reparto Segreteria e Personale.
                                                                                        a
             11   AUSSME, Fondo I-3, busta 104, promemoria n. 1/345 datato 9 ottobre 1943, Comando 7
                  Armata, Ufficio Informazioni.
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