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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA
Le difficoltà non erano limitate alla barriera linguistica che pure aveva il
suo peso, quanto piuttosto all’atteggiamento predatorio di molti militari stranie-
ri (sembrerebbe principalmente di lingua inglese) che rendevano estremamente
difficile la relazione cobelligeranti - alleati.
Con questo contributo si vuole approfondire il tema delle relazioni tra
militari italiani e alleati, con una particolare attenzione sui Carabinieri Reali,
quale elemento di mediazione tra la popolazione già stremata dalle vessazioni
tedesche e fasciste e i soldati alleati che ritenevano, soprattutto nelle prime set-
timane dalla proclamazione dell’armistizio, l’Italia territorio di libera caccia.
2. I difficili rapporti iniziali
Le dichiarazioni ufficiali di quel periodo non lasciano incertezze.
Certamente, a livello politico-strategico e strategico-militare la presenza di ita-
liani in armi che supportassero i bisogni alleati consentiva di impiegare in modo
diverso i propri uomini.
A proposito dei grandi benefici che derivavano dall’impiego dei
Carabinieri Reali nelle loro attività istituzionali, fu il ministro Anthony Eden a
fare una affermazione ufficiale in tal senso: Perché usiamo i carabinieri? La Camera
sa che essi sono una organizzazione di tradizioni esclusivamente fasciste. Al contrario essi
esistevano in Italia molto tempo prima del regime fascista. L’organizzazione cattiva, l’orga-
nizzazione che noi possiamo chiamare sinistra nella sua influenza, che corrisponde alla
«Gestapò» è l’«Ovra», la polizia segreta che Mussolini ed i fascisti usavano impiegare.
Questa organizzazione è stata completamente spezzata e distrutta in Italia e, con essa, l’or-
ganizzazione del partito fascista, e tutti i membri dell’«Ovra» e tutti gli ufficiali politici fasci-
sti in Sicilia sono stati arrestati, sebbene molti di essi siano fuggiti prima di venire arrestati.
Supponiamo per comodità di discussione che non avessimo usato i carabinieri. Che cosa
avremmo dovuto fare? Avremmo dovuto impiegare almeno diecimila soldati britannici a svol-
gere il loro compito - non altrettanto bene - e ciò avrebbe preso uomini dalle forze combattenti .
1
Lo ricorda bene degli Espinosa nel suo importante lavoro; la citazione di
Eden è fondamentale per la duplice portata legata alla politica estera e a quella
interna.
L’impiego dell’Arma in attività d’istituto era riconosciuta sul piano del
diritto internazionale e saggiamente rispettata dagli alleati, tanto che rappresen-
tava una soluzione sostenibile anche sul piano politico interno. A tal proposito,
sono continue le attestazioni di merito degli alti comandi alleati durante tutta la
fase delle operazioni belliche, riconoscendo ampiamenti il lavoro svolto
dall’Arma.
1 Agostino degli Espinosa, Il regno del Sud. 10 settembre 1943-5 giugno 1944, Milano, Rizzoli, 1995, p. 31.
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