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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



                  Nonostante questi positivi aspetti, le autorità britanniche lamentavano che
             nei primi giorni di occupazione vi fu un atteggiamento di connivenza degli ita-
             liani che favorivano le fughe di malfattori dalle prigioni, ma ben presto l’atteg-
             giamento delle autorità della BMA cambiò e i singoli carabinieri furono integra-
             ti tanto da adottare anche metodologie britanniche specifiche per il compito
             loro affidato. Alla fine, in Eritrea vennero costituite tre divisioni di forze di poli-
             zia: una forza mista appiedata per le città e gli insediamenti; una forza cammel-
             lata per il controllo lungo le frontiere con l’Etiopia e il Sudan; e una forza mon-
             tata, basata sui muli, per il controllo delle aree degli altipiani. A queste unità
             furono affiancati distaccamenti di controllo dei porti. L’attività nei porti era di
             monitorare  i  possedimenti  francesi  amministrati  dalla  Francia  di  Vichy,  ma
             soprattutto  per  ostacolare  l’ancora  viva  influenza  italiana  sulle  coste  dello
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             Yemen della zona di Sana’a, da sempre in conflitto con lo Yemen di Aden ,
             influenzato da Londra.
                  La presenza italiana nei ranghi della polizia e la rappresentanza politica
             presso le strutture organizzative divennero degli ottimi occhi per le autorità
             politiche italiane nel momento in cui si sarebbe dovuto studiare il metodo per
             ottenere  la  restituzione  dei  territori  coloniali  e  perorare  la  causa  presso  le
             Nazioni Unite.

             5.  Turbe in Somalia
                  La Somalia era “talmente misera” che non avrebbe fatto ombra a nessuno.
             Così veniva riportato un una informativa al Capo di Stato Maggiore Generale
             Italiano del 22 agosto 1945 . Infatti, la Somalia all’epoca contava poco più di
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             due milioni di abitanti e non aveva grande attrattiva, era la più povera colonia
             italiana, ma comunque si trovava tra territori britannici ad alta valenza strategi-
             ca.
                  Appena insediata l’amministrazione britannica si premurò di creare una
             forza di polizia in grado non solo di mantenere l’ordine pubblico lungo le città
             costiere, ma anche di disarmare le tribù somale ove non sarebbe stato possibile
             attraverso le forze militari regolari. Il 16 aprile 1941 la polizia italiana fu sman-
             tellata e il personale deportato come prigioniero di guerra. Solamente pochi
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             militari dei carabinieri rimasero  e vennero assorbiti dalla polizia somala che fu
             in  gran  parte  costituita  da  personale  della  polizia  del  Tanganyika  (futura
             Tanzania).

             28   Lord Rennell of Rodd, op. cit., p. 112.
             29   Archivio Storico Stato Maggiore Esercito, Diario Stato Maggiore Generale, agosto 1945.
             30   TNA, FO, 1015-272 Status Carabinieri nelle colonie.

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