Page 218 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



                  I  carabinieri  furono  così  inseriti  all’interno  della  Police  Force della
             Tripolitania.
                  Ai carabinieri impiegati in Tripolitania tra giugno e luglio 1946 fu offerta
             la  possibilità  di  rientrare  in  Italia  e  il  cambio  sarebbe  avvenuto  attraverso  il
             reclutamento di italiani in loco .
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                  La politica dei rimpatri, iniziata già durante i primi mesi dopo l’occupazio-
             ne aveva il chiaro obiettivo di indebolire la comunità italiana locale soprattutto
             in relazione alle future discussioni per il trattato di pace e sistemazione geopo-
             litica dell’area .
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             4.  Ordine pubblico in Eritrea
                  Il primo e più immediato bisogno dell’amministrazione di occupazione
             britannica in Eritrea fu di costituire una forza di polizia. Tra i primi provvedi-
             menti del Deputy Chief  Political Officer vi fu quello di richiedere dal Governo del
             Sudan una dozzina di agenti di polizia. Le strutture di polizia italiane potevano
             continuare ad operare, ma gli inglesi vi facevano poco affidamento, anzi consi-
             deravano la PAI un organismo troppo politicizzato e poco utile, a differenza dei
             carabinieri e degli zaptié, da cui partire per creare una polizia con quadri britan-
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             nici e personale locale .
                  Così, sin dalla data di occupazione della colonia primigenia, le autorità bri-
             tanniche avevano continuato a impiegare singoli membri dell’arma dei carabi-
             nieri, di agenti di Pubblica sicurezza e della Guardia di Finanza. In Eritrea, le
             unità dei carabinieri e della PAI furono impiegati nel loro specifico impiego di
             istituto, secondo la formula del diritto britannico della form of  parole. Infatti, i
             carabinieri furono impiegati come membri delle forze di polizia dell’ammini-
             strazione britannica, come agenti di frontiera e come agenti forestali .
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                  Per i funzionari britannici questo personale, benché considerato prigioniero,
             avrebbe dovuto recidere i legami con la madrepatria, in quanto ormai serviva
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             l’amministrazione britannica  indossandone persino l’uniforme e ricevendo il
             giusto trattamento, compreso quello economico.


             20   Lord Rennell of Rodd, op. cit., p. 256.
             21   Cfr., Emanuele Di Muro, La questione coloniale italiana. Progetti per l’impiego tattico delle truppe
                  metropolitane in Tripolitania (1949), in Bollettino dell’Ufficio Storico e Raccolta di Studi Storico-Militari
                  2021-2022, a cura di Emilio Tirone, Emanuele Di Muro, Roma, SME, 2023, pp. 179-211.
             22   Lord Rennell of Rodd, op. cit., pp. 110-111.
             23   TNA, Foreign Office (FO) 1015-272, Minutes. Notes on the position of  italian (metropolitan) cara-
                  binieri and Polizia Africa Italiana (P.A.I.) in the former italian colonies.
             24   TNA, FO, 1015-272 Status Carabinieri nelle colonie, telegramma 555 Depth del 2 novembre
                  1949.

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