Page 214 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



             1.  Premessa
                  L’organizzazione militare dell’Impero coloniale italiano era stata pensata
             per rispondere a due tipologie di necessità strategiche: il controllo dell’ordine
             coloniale interno, soprattutto nei territori occupati dopo la guerra all’Etiopia, e
             difendere i territori da un’eventuale azione britannica. Tale concetto d’azione
             era riferito sia alla Libia, sia all’ Africa Orientale.
                  L’Impero coloniale italiano poteva rappresentare un ostacolo alle linee di
             comunicazione britanniche sia nel Mediterraneo che nel Mar Rosso, influenzan-
             do anche i territori dell’Egitto e del Sudan.
                  Nella tutela dell’ordine interno e della gestione della pubblica sicurezza le
             amministrazioni coloniali  si affidarono, come in patria, ai Carabinieri Reali, a
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             cui si affiancò, poi, la Polizia dell’Africa Italiana (PAI) .
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                  In  Africa  Orientale,  il  Viceré  e  Governatore,  aveva  alle  dipendenze  il
             Comando  Superiore  Carabinieri  AOI.  I  carabinieri  erano  a  disposizione  dei
             comandi e dei governi locali dell’AOI in caso di guerra. In Somalia, per la pre-
             parazione del conflitto italo-etiopico si era provveduto a elevare la compagnia
             carabinieri in Gruppo Carabinieri, estendendo poi l’organizzazione territoriale
             per i compiti di istituto ai governi delle regioni conquistate dopo il 1936. In
             Eritrea,  nel  1930  il  Corpo  di  polizia  Eritrea  fu  trasformato  in  Compagnia
             Carabinieri Reali, mantenendo le proprie funzioni e confluendo dopo la procla-
             mazione dell’impero nell’organizzazione del Comando Superiore.
                  In Libia, la componente carabinieri fu divisa in Gruppo Carabinieri della
             Libia Occidentale e in quello della Libia Orientale, derivante dalle rispettive
             Divisioni Autonome.
                  Sin dal primo successo nell’operazione Compass in Africa Settentrionale,
             nel dicembre 1940, le autorità britanniche si posero il problema dell’ammi-
             nistrazione dei territori occupati. Il primo a parlare di necessità di ammini-
             strare militarmente le colonie italiane fu il generale Archibald Wavell che si
             propose quale responsabile per l’attuazione dell’amministrazione nelle colo-
             nie  italiane,  includendo  anche  l’ipotesi  della  fine  dell’Impero  italiano  in
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             Africa Orientale .
             2    L’amministrazione coloniale era posta alle dipendenze del Ministero delle Colonie, mutato
                  da R.d. n. 431 dell’8 aprile 1937 in Ministero dell’Africa Italiana. Nell’ambito del Ministero
                  dell’Africa Italiana, a fianco di varie Direzioni Generali, esisteva un Ufficio Militare con più
                  sezioni: Stato Maggiore, Aeronautica, Personale, Servizi, Amministrazione.
             3    Cfr., Piero Crociani, La polizia dell’Africa italiana (1937-1945), Roma, Laurus Robuffo, 2009.
             4    Lord Rennell of Rodd, British Military Administration of  Occupied Territories in Africa, 1941-1947,
                  London, His Majesty Stationery Office, 1948, pp. 11-29. L’organigramma finale dell’ammi-
                  nistrazione britannica al 31 dicembre 1945, per tutte le ex colonie italiane, è riportato nello
                  stesso testo a p. 538.

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