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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA
Solo un incidente che coinvolse un gruppo di carabinieri fu degno di nota a
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causa della repressione violenta di un moto di piazza da parte della folla etiope .
Non tutti i carabinieri presenti in Etiopia furono inglobati nella macchina
amministrativa della Occupied Enemy Territories Administration (OETA), alcuni
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preferirono seguire l’esempio di Amedeo Guillet e darsi alla macchia per con-
tinuare la lotta contro i britannici. Tra questi ufficiali compare il maggiore
Domenico Lucchetti, che, evaso due volte dopo la cattura britannica, si diede
alla macchia supportato da ras locali favorevoli al ritorno italiano, in quanto ave-
vano constatato le migliorie dell’amministrazione del Duca d’Aosta.
L’azione di resistenza del maggiore e di altri quaranta connazionali si svi-
luppò tra Addis Abeba, Dire Dawa, fino a raggiungere il Somaliland, tanto che
fu posta una taglia di diecimila talleri sulla sua testa.
Il maggiore Lucchetti già negli anni precedenti si era acquistato una chia-
ra fama di conoscitore del mondo indigeno. Catturato nell’ultimo combatti-
mento della sua unità, la 21 divisione coloniale, fu condotto nel campo di pri-
a
gionia di Moggio. Da lì, infiltratosi in una colonna di prigionieri si trasferì ad
Addis Abeba e con essi veniva destinato al campo di Villaggio Savoia. Fallito
il tentativo di Abebé Aregni di liberarlo, ottenne l’incarico di controllo presso
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la comunità italiana che era stata destinata a rimanere in Etiopia per ragioni
economiche. Durante lo svolgimento di tale mansione riuscì a fuggire e, a capo
di altri italiani, organizzò un fronte clandestino che aveva lo scopo di continua-
re il combattimento contro gli inglesi. Egli era in contatto radio con Roma con
cui condivideva le proprie attività . Dopo l’esplosione di un deposito di muni-
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zioni, braccato dai britannici, si recò nel Mingiar. Tradito da due italiani, fu cat-
turato nuovamente e trasferito a Berbera, da dove riuscì a fuggire dopo aver
ottenuto l’aiuto di alcuni componenti della Somaliland police, che aveva assunto
durante la breve occupazione italiana. Da lì si mosse alla volta di Dire Dawa,
grazie all’aiuto di alcuni militari italiani impiegati nel servizio ferroviario etiope,
per ottenere un incontro con il governo locale e perorare la richiesta di rima-
nere in Etiopia e organizzare la resistenza antibritannica. Il tentativo durò fino
agli esiti della campagna in nord Africa e la battaglia di El Alamein . Per le sue
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azioni, il maggiore, già decorato di Medaglia d’Argento al Valor Militare nel 1939,
10 Lord Rennell of Rodd, op. cit., p. 68.
11 Cfr., Amedeo Guillet, La mia tela yemenita, a cura di Rosangela barone, Alfredo Guillet,
ISMEO, Roma, 2022, Vol. I.
12 Archivio Storico Arma dei Carabinieri (ASAC), b. 93, Magg. Lucchetti Domenico - Attività in
Etiopia.
13 Virgilio Ilari, I Carabinieri. Italia, Soldiershop Publishing, 2015.
14 ASACC, b. 93.12, Magg. Lucchetti Domenico - Attività in Etiopia.
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