Page 215 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI REALI NELLE COLONIE SOTTO OCCUPAZIONE INGLESE




                    La sistemazione dell’Impero coloniale italiano nel dopoguerra ebbe un’alta
               valenza strategica per Londra. Infatti, le colonie italiane si trovavano collocate
               in aree che minacciavano le linee di comunicazione dell’Impero, perciò la loro
               sistemazione andava orientata ad avere il diretto dominio o avere una sistema-
               zione politica sotto il controllo della Gran Bretagna. Dal canto suo l’Italia cer-
               cava di rientrare nelle proprie colonie e già dal 1945 preparava dei piani militari
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               per il ritorno .
                    Partendo da questo disegno strategico, dopo le operazioni militari , le autorità
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               britanniche affrontarono la prima fase di occupazione delle ex colonie italiane, in
               primis in Africa Orientale, cercando di realizzare un’amministrazione di occupa-
               zione utile al futuro assetto di tali territori. Se per l’Etiopia era chiaro il ritorno del
               Negus e della struttura politica precedente alla guerra tra Italia ed Etiopia, per le
               altre due colonie italiane, Eritrea e Somalia, la strada sarebbe stata più difficile. Per
               questo motivo, le autorità britanniche già durante il conflitto avevano orientato il
               futuro dell’area somala in una Grande Somalia progetto che prevedeva l’unifica-
               zione dei territori somalofoni da unire al British Somaliland  , agevolando anche la
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               nascita  di  club e partiti dichiara tendenza filobritannica, mentre per l’Eritrea si
               paventava l’unione all’Etiopia per consentire a Negus uno sbocco al mare.
                    Ancora più complessa sarebbe stata l’organizzazione della Libia, dove gli
               inglesi avevano supportato strenuamente il leader della Senussia, promettendo
               una Cirenaica libera sotto il proprio controllo e affiliata alla Gran Bretagna, che
               così avrebbe dato più profondità alla difesa del Canale di Suez , mentre per la
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               Tripolitania si paventava persino un interesse sovietico e il Fezzan era stato pro-
               messo alla Francia .
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               2.  Il Maggiore Lucchetti in Etiopia. Sfida agli inglesi
                    Quando  le  truppe  britanniche  arrivarono  in  Etiopia  nei  dintorni  della
               capitale c’erano ancora dodicimila unità armate italiane tra esercito e forze di
               polizia, tanto che le autorità britanniche, per mantenere, inizialmente, l’ordine
               pubblico, assunsero sotto il proprio controllo i carabinieri presenti che furono
               impiegati sul territorio della capitale per far rispettare il coprifuoco.
               5    Emanuele Di Muro, La questione coloniale italiana tra il 1945 e il 1949. Aspetti militari e geopolitici
                    nelle carte dello Stato Maggiore dell’Esercito, in Nuova Storia Contemporanea, III, 2020, pp. 193-211.
               6    Cfr.,  Mario  Montanari,  Le  operazioni  in  Africa  Settentrionale,  Roma,  SME,  1990;  Alberto
                    Rovighi, Le operazioni in Africa Orientale, Roma, SME, 1988.
               7    The National Archives London (d’ora in poi TNA), CO 936/397 e FO 371/138346.
               8    Cfr., Emanuele Di Muro, Il Mediterraneo negli aspetti geopolitici della questione coloniale italiana, in
                    La  questione  Mediterraneo.  Tradizione,  cambiamenti,  prospettive,  2023,  Messina  University
                    press, a cura di Giuseppe Bottaro, pp. 509-520.
               9    Cfr., Gianluigi Rossi, L’Africa Italiana verso l’indipendenza (1941-1949), Milano, Giuffrè, 1980.

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