Page 217 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI REALI NELLE COLONIE SOTTO OCCUPAZIONE INGLESE




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               fu proposto per una ricompensa al valor militare, senza ottenerla . La rete
               clandestina e di informatori realizzata dal maggiore Lucchetti fu poi utile nelle
               fasi  successive  alla  Seconda  Guerra  Mondiale,  quando  si  aveva  bisogno  di
               conoscere l’orientamento etiope sia nei confronti dell’Italia, sia nei confronti
               dei costituendi blocchi. Infatti, non è un caso che nei primi bollettini sulla
               situazione degli stati esteri, al 20 luglio 1945, veniva subito segnalato l’interesse
               russo verso l’Etiopia, antico obiettivo anche della politica zarista  contro l’in-
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               fluenza britannica nell’area.

               3.  La Libia. La difesa in profondità del canale e baluardo del traffico
                  mediterraneo
                    La posizione della Libia si era rivelata importante nel traffico mediterra-
               neo, già durante lo scontro tra le truppe dell’asse e le forze britanniche si era
               capito il potenziale strategico delle posizioni mediterranee.
                    Tale interesse fu subito al centro dello scontro geopolitico  dopo il con-
                                                                             17
               flitto, tanto che oltre alle mire britanniche sulla Cirenaica, francesi sul Fezzan si
               aggiunsero quelle sovietiche sulla Tripolitania, che era l’obiettivo principale ita-
               liano nel momento in cui si era capito che le colonie non sarebbero state resti-
               tuite a piena sovranità.
                    L’occupazione  della  Cirenaica  da  parte  britannica  avvenne  tre  volte  a
               causa dell’elastico operativo che si creò nelle operazioni in Africa Settentrionale.
               Con la terza occupazione le autorità britanniche si meravigliarono dell’insolita
               e calma situazione, dovuta soprattutto all’abbandono della popolazione italia-
               na . Per questo motivo non furono impiegati carabinieri per la tenuta dell’or-
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               dine pubblico .
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                    Diversa fu la situazione in Tripolitania. Qui furono lasciati dei carabinieri
               e 72 uomini della PAI, che vennero ben presto internati. I britannici distacca-
               rono subito unità della Sudan Defence Force. I numerosi casi di sinistri e rapine, a
               Tripoli, soprattutto durante i raid aerei, quando i cittadini erano costretti a rifu-
               giarsi nei bunker, costrinsero le autorità britanniche a creare delle pattuglie di
               controllo costituite oltre che da forze britanniche anche da carabinieri.
               15   Ivi,  b.  93.10,  Magg.  Lucchetti  Domenico  -  Attività  in  Etiopia,  dopo  l’occupazione  inglese.
                    Proposta di ricompensa.
               16   Francesco Randazzo, Missioni russe di fine ottocento in Africa orientale nei documenti militari italiani
                    e nella storiografia russa: cenni storici, in Bollettino dell’Ufficio Storico 2019-2020 (a cura di Fabrizio
                    Giardini, Domenico Spoliti, Emilio Tirone), Roma, SME, 2021, pp. 345-351.
               17   Saul Kelly, The cold war in the desert. Britain, the United States and the italian colonies, 1945-52,
                    Basingstoke, Macmillan, 2000.
               18   Lord Rennell of Rodd, op. cit., p. 256.
               19   TNA, FO, 1015-272 Status Carabinieri nelle colonie.

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