Page 227 - Numero Speciale 2024
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CARABINIERI REALI ED ALLEATI IN ITALIA. UN RAPPORTO COMPLESSO
compreso da tutte le truppe che simili casi verranno giudicati strettamente in base alle obiettive
risultanze (“upon their merits”). I Carabinieri hanno importanti responsabilità. Se i soldati
alleati li molestano, o li intralciano nell’esecuzione dei loro doveri, essi non devono attendersi
reazioni diverse da quelle che essi susciterebbero se dessero simile fastidio alla Polizia Militare
delle Forze alleate. 3. Nel complesso, i Carabinieri italiani si sono portati bene e costituiscono
un importante fattore per il mantenimento dell’ordine tra la popolazione civile. Fintanto che
essi assolvono i loro compiti in modo corretto, il Comandante in Capo desidera che essi ven-
gano coadiuvati, ed ordina che appropriate punizioni vengano inflitte a qualunque soldato
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indisciplinato che si comporta male verso di loro .
MacFarlane è chiaro e diretto. I Carabinieri svolgono un servizio apprez-
zato e i soldati alleati devono rispettarli come rispettano la polizia militare,
anche considerando che, ci si lasci dire, i Carabinieri hanno fatto uso delle armi
in dotazione contro militari alleati (qui non c’è indicazione delle singole vicen-
de) e le risultanze investigative hanno dato loro ragione. Dunque i Carabinieri
hanno condotto un’azione che poi è sfociata, obtorto collo, nell’uso legittimo
delle armi a danno degli alleati. Ciò fa comprendere bene anche la posizione
degli organi investigativi anglo-americani di fronte al comportamento dei
Carabinieri che sembra essere sempre improntato a corretta azione di pubblica
sicurezza e di ordine pubblico.
4. Relazioni alleate con Carabinieri Reali e altre Forze dell’Ordine
A livello più basso, è evidente che vi fossero alcuni problemi soprattutto
nelle prime fasi di co-belligeranza. Ad esempio, ad Altamura, il 1° ottobre 1943
la Security Police contattò il locale comandante di Stazione, Maresciallo Bracale,
disponendo l’immediata scarcerazione di padre e figlio, detenuti comuni per
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violenza e resistenza all’Arma arrestati il 22 settembre . Secondo le informazio-
ni raccolte, i due erano stati arrestati durante una manifestazione ostile al pode-
stà dopo la liberazione del comune.
I militari dell’Arma intervenuti per calmare gli animi furono aggrediti con
tentativi di bastonature e un appuntato ricevette un pugno. Alle rimostranze del
comandante di Stazione che i due erano a disposizione dell’autorità giudiziaria,
i militari della SP intimarono al vice pretore di procedere alla scarcerazione
7 AUSSME, Fondo I-3, busta 104, Lettera n. 2897/LP dell’Ufficio di Collegamento con
Commissione Alleata di Controllo datata 30 maggio 1944. Sulle critiche relazioni tra
Carabinieri e alleati, si veda anche Federica Saini Fasanotti, La gioia violata. Crimini contro gli ita-
liani 1940-1946, Milano, Edizioni Ares, 2006 e in particolare, pp. 219-220.
8 AUSSME, Fondo I-3, busta 104, promemoria n. 1/228 datato 6 ottobre 1943, Comando 7
a
Armata, Ufficio Informazioni indirizzato al generale C.C. Duchesne, capo delegazione ingle-
se presso l’Armata.
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