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CARABINIERI REALI ED ALLEATI IN ITALIA. UN RAPPORTO COMPLESSO
Secondo il rapporto stilato successivamente “Civili italiani ed altri militari
americani presenti al fatto hanno commentato bene atteggiamento assunto dal
carabiniere”. La popolazione, fosse essa cittadina o delle campagne, continuava
a vedere i militari dell’Arma come i tutori dell’ordine e si aspettava un interven-
to pronto a risolvere fatti abbastanza gravi come quelli segnalati a Monopoli o
a Napoli, non avendo la necessità di conoscere gli accordi tra comandi alleati e
italiani in merito all’impiego dei Carabinieri nel servizio d’istituto.
Si cercava, dunque, in quella Forza dell’Ordine presente sul territorio, in
città e in campagna, l’elemento di mediazione e di intervento di fronte ai sopru-
si che talvolta gli stessi alleati conducevano. Si badi bene però che gli elementi
emersi sinora danno un quadro chiaro della diversa postura che alti comandi e
alcuni soldati avevano e che tali vicende dunque non sono esemplificative del
comportamento generale delle truppe alleate che hanno stazionato in Italia dal
1943 al termine delle operazioni belliche.
5. Attività dei Carabinieri Reali a favore degli Alleati
La documentazione pervenuta offre anche un quadro d’insieme dell’impe-
gno e dei risultati conseguiti dai Carabinieri in servizio con gli Alleati o a favore
di questi. Ad esempio, con l’arrivo delle truppe alleate in provincia di Avellino, ad
esempio, i Carabinieri svolsero un compito di supporto alle necessità operative,
ad esempio, aiutando gli organi stranieri nella ricerca di locali per l’accasermamen-
to delle truppe, fornendo notizie al Counter Intelligence Corps (CIC) americano, non-
ché conducendo “rastrellamento e recupero di oggetti militari, viveri e armi” .
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Gli apprezzamenti erano anche rivolti alle Forze Armate italiane. In parti-
colare, il 31 maggio 1944, in occasione della commemorazione alleata al cimi-
tero militare di Carano, nei pressi di Sessa Aurunca, oltre alla presenza delle
autorità militari dei paesi alleati, vi partecipò anche il tenente colonnello S.M.
a
De Marco, capo del nucleo “I” del Comando Supremo presso la 5 Armata che
depose una corona con i colori nazionali. Il generale di corpo d’armata Willis
Dale Crittenberger al commiato dopo la cerimonia si rivolgeva al rappresentan-
te italiano affermando: “Io spero che voi non dimenticherete questo giorno
consacrato dal ricordo dei nostri caduti comuni per la causa della libertà” .
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18 Direzione dei Beni Storici e Documentali del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri
(d’ora in poi ASACC), Documentoteca, scatola 95, fascicolo 3 (d’ora in poi D95.3),
Comando Arma Carabinieri Reali dell’Italia Liberata - Ufficio Servizio e Situazione,
Contributo dell’Arma e delle popolazioni alla causa degli Alleati, P.M. 67 [Bari], 28 febbraio 1944, p. 7.
Il testo a stampa è firmato da “Il generale comandante - Giuseppe Pièche”.
19 AUSSME, Fondo I-3, busta 102, n. 103375/AV di prot. del 4 giugno 1944 dello Stato Maggiore
Generale - I Reparto - Ufficio Affari Vari, a firma del maresciallo d’Italia Giovanni Messe.
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