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CARABINIERI REALI ED ALLEATI IN ITALIA. UN RAPPORTO COMPLESSO




               sità di impiegare i propri soldati nella funzione combat, per chiudere quanto più
               rapidamente possibile la campagna d’Italia e le operazioni in Europa. Furono
               soprattutto gli ufficiali che avevano responsabilità di comando a riconoscere le
               competenze professionali dei Carabinieri e a farne tesoro, sia nei servizi a favo-
               re delle Forze Armate alleate, sia per il mantenimento dell’ordine e della sicu-
               rezza pubblica che garantiva così retrovie sicure.
                    Certamente, non vi era la medesima percezione in alcuni militari stranieri
               che in Italia si resero responsabili di vari crimini, sia da soli, sia insieme a con-
               nazionali, sia ancora in combutta con la criminalità locale o con italiani.
                    Le difficoltà relazionali, almeno nella prima fase delle operazioni belliche
               e cioè sino al giugno 1944, restarono difficili almeno ai livelli più bassi della
               gerarchia militare, per mutare in un certo qualmodo dopo la liberazione della
               Capitale  e  con  lo  spostamento  di  importanti  contingenti  alleati  verso  nuovi
               fronti.
                    Resta evidente il grande apporto fornito dall’Arma, con i suoi militari, sia
               nello svolgimento dei servizi di carattere ordinario a favore delle forze alleate,
               sia nelle attività di contrasto alla criminalità. In particolare di quella che, con
               l’uniforme alleata, pure procedeva a furti, rapine, violenze a vario titolo, talvolta
               in accordo con organizzazioni criminali nazionali o talaltra con singoli italiani.
                    A ciò si aggiunga il contrasto al triste fenomeno del mercato nero e più in
               generale  le  attività  che  possono  essere  ricomprese  nel  più  generale  servizio
               d’istituto a favore della popolazione, sia nelle retrovie, sia in prossimità della
               linea del fronte.
                    Resta ancora da indagare con maggiore puntualità la questione della crimi-
               nalità alleata in Italia almeno durante il periodo compreso tra l’8 settembre 1943
               e il luglio 1944 che si è dimostrato, dati alla mano, il più significativo dal punto
               di vista delittuoso.



















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