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A DIFESA DELLA LIBERTÀ. L’ARMA NELLA RESISTENZA SENESE (VITTORIO TASSI E GLI ALTRI)
Nel caso del Carabiniere quarantaseienne Vittorio Tassi, gli fu possibile
scrivere 3 brevi lettere, una rivolta alla madre, una alla moglie e un’ultima rivolta
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ai familiari in generale (suoceri, moglie, figli) . A Vittorio Tassi fu conferita la
Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria”; a Renato Magi la Medaglia di
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Bronzo al Valor Militare “alla memoria” .
4. Il partigiano combattente Vittorio Tassi nei ricordi coevi dell’Arma
Un ricordo di Vittorio Tassi fu pubblicato nel periodico dell’Arma di que-
gli anni, Il carabiniere della Nuova Italia. Infatti, in uno dei primi articoli dedicati
ai Martiri nostri, il giornale pubblicò un articolo già apparso sul settimanale
“Italia”, un periodico dedicato all’Esercito e ai suoi uomini di cui pure i
Carabinieri erano parte .
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L’articolo si basa sulla ricostruzione dell’attività partigiana di Vittorio
Tassi e degli uomini che erano con lui e, in particolare, Renato Magi. La rico-
struzione lascia spazio ad alcune parole del fratello che partecipò alla riesuma-
zione e all’identificazione dei corpi.
In particolare, sembra importante mettere in evidenza che Tassi aveva
perso già un fratello durante la prima Guerra Mondiale ucciso dai tedeschi,
Abbiamo dieci minuti di tempo ancora. Bacia tutti per sempre. Sono il primo. L’anello
datelo alla mia Maria, che lo tenga per ricordo”, Renato Magi in Ultime lettere di condannati
cit.
32 Nella lettera ai familiari, anche Tassi precisa che “non posso più scrivere perché ci o il cuore secco”.
Il passaggio dal sapore più operativo è nell’ultima frase “dirai a Remo che muoio io e Renato soli
con il nostro segreto”, Vittorio Tassi in Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza
italiana (https://www.ultimelettere.it/ultimelettere/ulcitazioni.php?modo=come&lingua=it),
INSMLI, u.c. 7 novembre 2024.
33 La motivazione della MOVM di Tassi: “Comandante di una banda partigiana da lui stesso
organizzata, compiva arditi colpi di mano contro l’oppressore. Arrestato assieme ad altri cin-
que partigiani e con essi destinati alla morte, in un supremo gesto di sublime altruismo smen-
tiva, in qualità di capobanda, la loro appartenenza alla formazione e, dichiarandosi solo
responsabile delle azioni compiute, dava eroicamente la sua vita per salvare quella dei com-
pagni. Luminosa figura di elette virtù militari e di superba fratellanza umana spinta fino al
supremo sacrificio. - Radicofani, 17 giugno 1944”, in https://www.movm.it/decorato/tassi-
vittorio/, u.c. 7 novembre 2024; la motivazione della MBVM di Magi: “Giovanissimo com-
battente della lotta di liberazione, si distingueva per fede patriottica, per coraggio e per alto
e nobile senso del dovere. Caduto prigioniero nel corso di un combattimento, benché dura-
mente maltrattato e minacciato di morte, manteneva il segreto sui componenti della forma-
zione partigiana. Vittima della sua esemplare lealtà veniva fucilato dai tedeschi e cadeva da
forte dopo di essersi detto fiero di morire nell’adempimento del dovere. - Valle d’Orcia
(Siena), 15 giugno 1944”, come risulta dall’archivio decorati online dell’Istituto del Nastro
Azzurro, http://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/#, u.c. 7 novembre 2024.
Curiosamente, per i due decorati non coincidono né la data riportata nella motivazione, né
la località.
34 Si veda Martiri nostri in Il carabiniere della Nuova Italia, a. II (1945), n. 1, p. 2. Si è ritenuto
opportuno segnalare la narrazione dei fatti riportata sul periodico in relazione a quanto già
detto sulla base della proposta di ricompensa avanzata dall’Arma.
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