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A DIFESA DELLA LIBERTÀ. L’ARMA NELLA RESISTENZA SENESE (VITTORIO TASSI E GLI ALTRI)
Si trattò insomma di mantenere quel difficilissimo equilibrio tra le istanze
dei tedeschi, le pretese dei fascisti, le necessità della popolazione e la capacità di
rivendicare il ruolo di forza dell’ordine ad ordinamento militare preposta al
controllo del territorio e a garantire il buon ordine, maggiormente dopo l’im-
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posizione dell’incorporamento nella GNR .
Secondo le ricostruzioni successive, dall’8 settembre al 31 dicembre
1944, il territorio complessivo della legione di Firenze ebbe complessivamente
33 caduti, di cui cinque militari uccisi in conflitto, nove dai nazi-fascisti, 19
deceduti per “altre cause di servizio”. Vi furono sei feriti dai nazi-fascisti e cin-
que per altre cause e quindi quattro riformati . Va considerato che il territorio
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della legione escludeva la fascia costiera che ricadeva nella competenza territo-
riale dell’omologo comando di Livorno secondo il tradizionale modello orga-
nizzativo e che, per quanto riguarda il periodo di riferimento, si arrivò alla fine
del 1944, con i principali capoluoghi liberati e con alcuni comuni
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sull’Appennino ancora in mano tedesca .
3. Il Carabiniere Reale Vittorio Tassi, l’aspirante Renato Magi e le bande Simar
La proclamazione dell’armistizio ebbe un forte impatto in tutta Italia
come è stato ricordato. In particolare, per quanto riguarda le vicende in questio-
ne, il Carabiniere Reale Vittorio Tassi passò in clandestinità dopo l’8 settembre
1943, quando fu chiusa la stazione di Chiavaretto, in provincia di Arezzo, dove
prestava servizio. Appare dunque opportuno tracciare un breve profilo biogra-
fico del Carabiniere per inquadrare correttamente le vicende di quei mesi.
Vittorio Tassi, era nato a Radicofani il 1° maggio 1903, da Paolo e da
Angela Doretti, di professione agricoltore .
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Egli si arruolò quale Allievo Regia Guardia a piedi con una ferma di anni
3 in data 28 ottobre 1921. Promosso guardia il 1° maggio successivo, in realtà,
settembre 1943 al giugno 1944: aspetti della lotta partigiana nell’Italia centrale, in Il movimento di
Liberazione in Italia, n. 101 (1971), pp. 68-110 e n. 102 (1971), pp. 45-81. Il telegramma in par-
ticolare a p. 60.
12 Sulla questione dell’incorporamento nella GNR, si rinvia al contributo di Massimiliano Sole
pure presente in altre pagine di questo Numero Speciale.
13 ASACC, D125.2, relazione a firma del tenente colonnello ff. Ferdinando Fabbo cit.
14 Per le date della liberazione dei singoli comuni, si veda https://www.regione.toscana.it/-/i-
luoghi-e-le-date-della-liberazione-in-toscana, nella parte dedicata a Storia e memoria del ‘900,
ultima consultazione 13 ottobre 2024. Per la struttura dell’Arma si rinvia a Flavio Carbone,
Le circoscrizioni dei Carabinieri Reali. Primi studi, in Francesco Bonini et alia (a cura di), Orizzonti
di cittadinanza. Per una storia delle circoscrizioni amministrative dell’Italia unita, Soveria Mannelli,
Rubettino, 2016, pp. 87-103.
15 Se non diversamente indicato, si veda ASACC, Fondo Museo Storico, caduti in guerra, Busta 477,
ad nomen. Una copia del foglio matricolare ha consentito la ricostruzione delle sue vicende militari.
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