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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



             3.  Zona di Operazioni Litorale Adriatico
                  Nella  Venezia  Giulia  i  primi  episodi  di  scontro  aperto,  che  avvennero
             immediatamente dopo l’armistizio, contrariamente al resto d’Italia dove ebbero
             per contendenti forze armate regolari (italiane e tedesche), ebbero per protago-
             nisti i tedeschi e i civili monfalconesi cui si unirono sloveni e uomini del disciol-
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             to Regio Esercito .
                  La Germania aveva da tempo studiato un piano di intervento militare nella
             regione per garantirsi le vie di comunicazione sia dall’Italia centro settentrionale
             che dalla ex Jugoslavia. Entrambi i percorsi portavano diritti nel cuore del Reich
             tedesco ed era importante, dal punto di vista militare, che le stesse né cadessero
             in mano nemica né fossero sottoposte alla pressione avversaria. I rifornimenti
             dovevano continuare ad essere regolari. Punto nevralgico dell’intero sistema era
             il controllo delle vallate della Carnia (da cui si accedeva direttamente tramite
             diversi valichi - come ad esempio Tarvisio, direttamente in Austria) e quello
             della valle dell’Isonzo. In quest’ultimo correva una ferrovia, costruita durante
             l’Impero austro-ungarico, che collegava direttamente Trieste con Vienna. La
             zona  era  interessante  anche  per  una  ragione  prettamente  politica  in  quanto,
             rimasta per secoli sotto il dominio imperiale, era oggetto di nostalgie austriache
             molto forti, sia di qua che al di là del confine. I vent’anni di regime non erano
             riusciti a debellare completamente la rete di sentimenti e interessi che, su questa
             base,  aveva  modellato  il  pensiero,  l’azione  e  la  psicologia  degli  abitanti  del
             luogo: italiani, sloveni e austriaci. La Germania che conosceva bene la proble-
             matica (come peraltro, viste le relazioni del SOE e dell’OSS sull’argomento, ne
             era perfettamente al corrente anche la parte alleata), sperava che l’annessione al
             Reich  avrebbe  risvegliato  il  sentimento  austriacante  e  internazionalista  della
             popolazione. Per questo, presentò sulla scena politica Giuliana una serie di fun-
             zionari provenienti dall’Austria molti dei quali nati proprio a Trieste quando la
             città era ancora imperiale. Ma, poiché il primo interesse era quello militare, e
             aveva dunque la precedenza, furono fatte confluire a Trieste e nella regione
             Giulia uomini della Aktion T4 della polizia di sicurezza del Reich.
                  Il nerbo delle forze tedesche che occuparono la regione era rappresentato
             da piccoli reparti, appartenenti alla 162ª divisione Turkestana. Appoggiati da
             elementi della divisione SS Leibstandarte Adolf  Hitler e, più tardi, rinforzati dalla
             188ª divisione di montagna di riserva e dalla 71ª divisione di fanteria.
                  Nella zona del goriziano giunse dapprima la 71ª divisione e, successivamente,


             6    Enrico Cernigoi, La brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona d’Operazioni Litorale Adriatico. Una sto-
                  ria  militare,  1943-1945,  Associazione  culturale  Tempora,  San  Marco  di  Cormons,  Le
                  Poligrafiche San Marco di Cormons, 2017.

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