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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
La guerra è finita, 24 giugno 1945 la divisione Garibaldi Natisone sfila per Udine il giorno della smobilitazione
(Fonte: collezione Giacuzzo)
Un numero crescente di carabinieri (che raggiunse le 80 unità) provenienti
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dall’interno della Croazia affluì, nel 1944, nella brigata Triestina. Non potendo
operare con un numero così elevato di uomini (durante la primavera del 1944
alla Brigata si unirono oltre un migliaio di uomini) né soprattutto rifocillarli,
buona parte dei nuovi arrivati furono inviati a rinforzare le brigate della
Divisione Natisone. Fra questi, il maresciallo Tirelli Francesco che fu spostato
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alla Brigata Buozzi (Divisione d’Assalto Garibaldi Natisone) e morì in combat-
timento l’11 settembre 1944. Nella brigata Triestina rimasero circa una trentina
di carabinieri tra i quali Antonio Sansone di Conegliano e Antonio Paparazzo. Il
primo divenne comandante del IV battaglione della brigata e, più tardi, fu trasfe-
rito all’interno della Slovenia per formare la brigata Fontanot. Il secondo, cara-
biniere ausiliario, di Bova Marina (RC), nome di battaglia Roma, richiamato alle
armi nel 1941 e messo alle dipendenze del 25° Settore di Guardia alla Frontiera
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a Cerni Lug, dopo l’8 settembre si unì alla resistenza .
13 Intervista a Mario Abram del 5 agosto 2001.
14 Divisione d’assalto Garibaldi Natisone - Diario Storico Operativo -, Guerra di liberazione
Friuli-Slovenia 1943/1945, Quaderni della resistenza a cura del comitato regionale ANPI
Friuli, Venezia-Giulia, Numero speciale numero 5, Udine 1980.
15 Testimonianza di Paparazzo Antonio a Riccardo Guacuzzo conservata nell’archivio della bri-
gata Triestina.
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