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L’ECCIDIO DI MALGA BALA, 23-25 MARZO 1944
A riprova delle torture subite, erano evidenti sui corpi grossi fori verosi-
milmente procurati da picconi o strumenti simili. …sul volto di un carabiniere
l’occhio distrutto… Quasi tutti presentavano le caviglie dei piedi legate con del
fil di ferro e corda. Un altro militare presentava una gamba ed un braccio com-
pletamente spezzati. Un altro carabiniere ancora presentava un cappio realizza-
to con fil di ferro che stringeva i testicoli, il fil di ferro poi dall’altro capo era
legato alle caviglie…”, “mi è rimasto impresso il fatto che i corpi presentassero
dei fori quadrati di 3-4 centimetri”, “era uno spettacolo raccapricciante in quan-
to erano stati evidentemente torturati tutti. I cadaveri dei militari presentavano
dei fori come provocati da picconi”.
Tarvisio, marzo/aprile 1944. I corpi delle vittime allineati nel cimitero
(Fonte: Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, Archivio Fotografico II-7-3)
2. Le ricostruzioni e le polemiche
L’eccidio perpetrato a Malga Bala costituisce indubbiamente uno degli
episodi più cruenti e drammatici tra i tanti che videro i carabinieri della frontiera
orientale vittime di una ceca violenza, ma anche una vicenda dai contorni e
risvolti talora controversi, sia nella loro ricostruzione materiale sia nella loro
valenza storica, simbolica e morale.
Nel dopoguerra, sulla strage calò un pesante velo di silenzio, fino al totale
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