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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



             3.  Le indagini della Magistratura
                  Il procedimento penale cui si è fatto cenno più sopra, che giunse ad inda-
             gare cinque presunti autori della strage, per il delitto di “violenza contro prigio-
             nieri di guerra mediante omicidio, aggravata e continuata”, si concluse nell’apri-
             le del 2005 con un decreto di archiviazione da parte del Giudice per le Indagini
             Preliminari del Tribunale Militare di Padova, per non essere stati compiutamen-
             te identificati tre dei nominativi emersi nelle indagini (anche a causa del manca-
             to riscontro alle richieste di rogatoria internazionale indirizzate alle autorità slo-
             vene dell’epoca) e per insufficienza degli elementi raccolti a sostenere l’accusa
             in giudizio nei confronti di altri due indagati, tra cui un italiano.
                  Nelle motivazioni dell’articolato decreto di archiviazione, definita dal giu-
             dice “decisione dolorosa e difficile”, veniva tuttavia autorevolmente confermata
             una ricostruzione dei fatti sostanzialmente rispondente a quella su riportata del
             Russo. Si legge infatti nella sentenza: “Nel marzo 1944 dodici Carabinieri in
             forza  alla  Compagnia  Carabinieri  di  Tarvisio  [in  realtà  Tenenza  di  Tarvisio
             dipendente dalla Compagnia di Tolmezzo. N.d.a.] e preposti alla sorveglianza di
             una centrale elettrica in Bretto Inferiore, all’epoca territorio italiano, dopo esse-
             re stati fatti prigionieri all’esito di un’azione bellica, in sé legittima, condotta da
             partigiani  appartenenti  al  cosiddetto  ‘IX  Corpus’  sloveno,  facente  capo
             all’‘Esercito popolare di Liberazione Jugoslava’ di Tito, di nazionalità slovena e
             italiana, furono condotti in località denominata ‘Malga Bala’ ove vennero tortu-
             rati e uccisi con modalità connotate da tale disumana efferatezza da tristemente
             distinguersi, pur in anni di incontrollata violenza bellica, sino a qualificare il
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             fatto come uno dei più gravi crimini di guerra commessi sul territorio italiano” .

             4. L’Arma sul confine orientale dopo l’8 settembre
                  Dopo l’occupazione seguita all’armistizio dell’8 settembre 1943, il gover-
             no  germanico  aveva  istituito  sui  territori  delle  province  italiane  di  Trieste,
             Gorizia, Pola, Fiume e Udine (allora comprendente anche l’odierna provincia di
             Pordenone), nonché sulla provincia autonoma di Lubiana, la “Zona d’operazio-
             ni del litorale adriatico” soggetta a diretta amministrazione tedesca (anche in
             prospettiva, forse, di una formale annessione al Reich di tutti i territori già appar-
             tenuti all’Impero asburgico).
                  La Legione Territoriale Carabinieri di Trieste, nella cui giurisdizione rica-
             devano quelle province, era così finita dalla fine di settembre 1943 sotto il


             1    Archivio  Storico  della  Direzione  dei  Beni  Storici  e  Documentali  del  Comando  Generale
                  dell’Arma dei Carabinieri (d’ora in poi ASACC), Documentoteca, Scatola 2671, fascicolo 2,
                  (d’ora in poi D2671.2) Malga Bala.

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