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L’ECCIDIO DI MALGA BALA, 23-25 MARZO 1944




               6.  I carabinieri caduti
                    Il  comandante,  il
               vicebrigadiere      Dino
               Perpignano aveva soltan-
               to 22 anni, era un ragaz-
               zo pieno di vita che aveva
               seguito le orme del papà
               maresciallo  dell’Arma.  Il
               Carabiniere        Primo
               Amenici,  38enne,  era  il
               più anziano. Era giunto a
               Bretto Inferiore soltanto
               il 19 marzo dalla Stazione
               di Ugovizza, provvisoria-
               mente  in  sostituzione  di
               un collega in licenza. Era
               padre  di  cinque  figli  in
               tenera  età.  Il  giorno  21
               marzo  aveva  scritto  alla
               moglie,     lasciata    a
               Crespino  (RO),  rassicu-
               randola  sulle  sue  condi-
               zioni,  auspicando  che  la   Tarvisio, marzo/aprile 1944. Un momento dell’identificazione delle vittime
               guerra  finisse  presto  e  (Fonte: Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, Archivio Fotografico II-7-3)
               “che si torni a casa tutti in compagnia dei nostri cari”. Concludeva: “dovrei
               venire a casa per Pasqua… speriamo di vederci presto” (la Pasqua sarebbe arri-
               vata il 9 aprile). Anche il Carabiniere Ausiliario Michele Castellano aveva tre figli
               di 10, 8 e 4 anni.
                    Il Carabiniere 21enne Antonio Ferro era figlio di poveri braccianti e aveva
               dovuto lasciare la scuola per andare a lavorare, ancora bambino, prima come
               bracciante agricolo nelle risaie con la mamma e poi come manovale edile. Il gio-
               vane Carabiniere Pasquale Ruggiero era appena 20enne, cresciuto in una fami-
               glia di ben 14 figli. Il Carabiniere Domenico Dal Vecchio aveva soltanto 19
               anni. (Le notizie sulle famiglie di origine dei militari sono tratte dal volume
               “Planina Bala” di Antonio Russo).
                    Alla memoria di ciascuna delle vittime, il 14 luglio 2009, il Presidente della
               Repubblica Giorgio Napolitano concedeva la Medaglia d’Oro al Merito Civile
               con la seguente motivazione:


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