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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
oblio: i carabinieri si erano trovati ed erano caduti dal lato sbagliato della barricata
e della Storia; per i vincitori si trattava di una pagina di orrore da non riaprire.
La vicenda fu riportata progressivamente alla luce e all’attenzione dell’opi-
nione pubblica soltanto a partire dagli anni ’80 dal pubblicista locale Antonio
Russo, dapprima sommariamente nel volume “Come canne al vento. Dramma
della Valcanale e dei suoi soldati intorno all’8 settembre 1943”, del 1983, quindi,
più compiutamente, nel volume “Alle porte dell’inferno. Il Tarvisiano e i suoi
dintorni nella tormenta nazista”, del 1993, cui seguirà, nel 2002, l’ulteriore appro-
fondimento «Planina Bala. Storia di 12 carabinieri barbaramente massacrati da
partigiani sloveni comunisti il 25 marzo 1944 a Malga Bala perché italiani», editi
dal Centro Culturale d’Informazione Sociale “Voce della Montagna” di Tarvisio.
Tarvisio, 4 aprile 1944. Un momento della cerimonia funebre
(Fonte: Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, Archivio Fotografico II-7-3)
Nella minuziosa ricostruzione dei fatti, proposta in particolare in que-
st’ultimo volume, i partigiani e i loro prigionieri, dopo una sosta notturna di
qualche ora sul monte Izgora, all’addiaccio, sarebbero ridiscesi il giorno suc-
cessivo lungo il versante opposto dell’altura, verso la Val Bausizza, per poi risa-
lire quest’ultima sino al pianoro di Logje. Qui gli slavi avrebbero deciso l’eli-
minazione dei militari dell’Arma.
Alla sera ai prigionieri affamati, rinchiusi in un fienile, sarebbe stato offerto
del cibo cui erano stati aggiunti per sfregio anche della soda caustica e del “sale
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