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IL FRIULI VENEZIA GIULIA NELLA RESISTENZA. I CARABINIERI DEL BATTAGLIONE TRIESTINO
In breve divenne uno dei massimi responsabili della brigata e fu poi inviato
a formare e dirigere la Brigata d’Assalto Fontanot. I contatti tra la brigata Triestina
e i carabinieri non furono mai ininterrotti, anzi, furono intensificati dopo l’episo-
dio del rastrellamento di Comeno, nonostante il delinearsi di quadri politici sfavo-
revoli all’Italia. Nel gruppo di Gorizia, dopo i fatti accaduti a Marchi e Galvaligi,
fu deciso di aderire alla resistenza e fu condotta un’indagine interna tendente a
verificare coloro che erano d’accordo. Non tutti i militari dell’Arma lo erano presa
ma che questi fossero la minoranza è provato dal fatto che, pur permanendo nella
zona controllata dai tedeschi, non collaborarono con le forze repressive nono-
stante le numerose occasioni nelle quali si trovarono ad operare. Il comando dei
carabinieri favorì inoltre l’allontanamento dal servizio in zona di tutti i militari che
non fornivano la necessaria garanzia di saper affrontare una lotta permeata da
rischi continui di una deportazione di massa o di una decimazione esemplare.
Rimasero sul posto all’incirca un centinaio di carabinieri, il capitano
Pentimalli Riccardo, il tenente Alpo Tonarelli, il tenente medico Edoardo
Fabiani e, a Gradisca, il tenente Marco Spinelli. Con questo esiguo numero di
uomini venne iniziata una collaborazione con la resistenza mediante contatti
con i responsabili politici del CLN. Questi militari servirono la resistenza rife-
rendo informazioni e parole d’ordine usate dalle truppe tedesche e fornendo
armi e materiale vario alle formazioni partigiane mediante finti attacchi alle
caserme durante i quali si arrendevano senza opporre resistenza. Ulteriore
apporto lo diedero trasportando materiale alle formazioni partigiane con i
mezzi dell’arma eludendo di fatto la vigilanza dei tedeschi. Fu in questo periodo
che carabinieri, di questo e altri reparti di Gorizia e dell’Isontino, che non con-
dividevano l’idea di offrire solo una collaborazione passiva, passarono alle for-
mazioni partigiane, battaglione Triestino o formazioni slovene.
A conclusione di queste poche righe ricordiamo i carabinieri Pachetti
Giuseppe, Avaliei Antonio, Mogno Giuseppe, Pavan Clemente tutti uccisi a
Vipulzano il 30 aprile 1945 mentre difendevano il territorio dai Cetnici, alleati
dei tedeschi in ritirata.
Bibliografia
Pierpaolo Battistelli, La guerra dell’Asse, strategia e collaborazione militare d’Italia e
Germania, vol. I - vol. II, Agrafe, Polonia;
Enrico Cernigoi, La brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona d’Operazioni Litorale
Adriatico. Una storia militare, 1943-1945, Associazione culturale Tempora, Le
Poligrafiche San Marco di Cormons, 2017;
Renzo De Felice, Mussolini l’alleato, Torino, Einaudi, 1990;
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