Page 303 - Numero Speciale 2024-2
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IL FRIULI VENEZIA GIULIA NELLA RESISTENZA. I CARABINIERI DEL BATTAGLIONE TRIESTINO




                    In breve divenne uno dei massimi responsabili della brigata e fu poi inviato
               a formare e dirigere la Brigata d’Assalto Fontanot. I contatti tra la brigata Triestina
               e i carabinieri non furono mai ininterrotti, anzi, furono intensificati dopo l’episo-
               dio del rastrellamento di Comeno, nonostante il delinearsi di quadri politici sfavo-
               revoli all’Italia. Nel gruppo di Gorizia, dopo i fatti accaduti a Marchi e Galvaligi,
               fu deciso di aderire alla resistenza e fu condotta un’indagine interna tendente a
               verificare coloro che erano d’accordo. Non tutti i militari dell’Arma lo erano presa
               ma che questi fossero la minoranza è provato dal fatto che, pur permanendo nella
               zona controllata dai tedeschi, non collaborarono con le forze repressive nono-
               stante le numerose occasioni nelle quali si trovarono ad operare. Il comando dei
               carabinieri favorì inoltre l’allontanamento dal servizio in zona di tutti i militari che
               non fornivano la necessaria garanzia di saper affrontare una lotta permeata da
               rischi continui di una deportazione di massa o di una decimazione esemplare.
                    Rimasero  sul  posto  all’incirca  un  centinaio  di  carabinieri,  il  capitano
               Pentimalli  Riccardo,  il  tenente  Alpo  Tonarelli,  il  tenente  medico  Edoardo
               Fabiani e, a Gradisca, il tenente Marco Spinelli. Con questo esiguo numero di
               uomini venne iniziata una collaborazione con la resistenza mediante contatti
               con i responsabili politici del CLN. Questi militari servirono la resistenza rife-
               rendo informazioni e parole d’ordine usate dalle truppe tedesche e fornendo
               armi  e  materiale  vario  alle  formazioni  partigiane  mediante  finti  attacchi  alle
               caserme  durante  i  quali  si  arrendevano  senza  opporre  resistenza.  Ulteriore
               apporto  lo  diedero  trasportando  materiale  alle  formazioni  partigiane  con  i
               mezzi dell’arma eludendo di fatto la vigilanza dei tedeschi. Fu in questo periodo
               che carabinieri, di questo e altri reparti di Gorizia e dell’Isontino, che non con-
               dividevano l’idea di offrire solo una collaborazione passiva, passarono alle for-
               mazioni partigiane, battaglione Triestino o formazioni slovene.
                    A  conclusione  di  queste  poche  righe  ricordiamo  i  carabinieri  Pachetti
               Giuseppe,  Avaliei  Antonio,  Mogno  Giuseppe,  Pavan  Clemente  tutti  uccisi  a
               Vipulzano il 30 aprile 1945 mentre difendevano il territorio dai Cetnici, alleati
               dei tedeschi in ritirata.


               Bibliografia

                Pierpaolo Battistelli, La guerra dell’Asse, strategia e collaborazione militare d’Italia e
                 Germania, vol. I - vol. II, Agrafe, Polonia;
                Enrico Cernigoi, La brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona d’Operazioni Litorale
                 Adriatico.  Una  storia  militare,  1943-1945,  Associazione  culturale  Tempora,  Le
                 Poligrafiche San Marco di Cormons, 2017;
                Renzo De Felice, Mussolini l’alleato, Torino, Einaudi, 1990;

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