Page 283 - Numero Speciale 2024-2
P. 283

IL GRUPPO CARABINIERI DI TRENTO




                    Quanto era stato guadagnato dai carabinieri che si erano sottratti al giura-
               mento di fedeltà ad un regime contrario al loro sentire ed alle loro tradizioni,
               divenne norma per tutti i dipendenti degli uffici e dei Comuni della provincia.
               Con circolare dell’8 aprile il de Bertolini informava che: «Il commissario supre-
               mo ha comunicato che il giuramento dei funzionari secondo la nuova formula
               repubblicana deve rimanere sospeso fino a sua determinazione. Vogliate pren-
                                                         31
               derne atto ed attenervi a tale disposizione» .
                    In questo caso, pur all’interno di progetti opposti, la volontà dell’Hofer
               intesa a mantenere lontana dal territorio ogni traccia di fascismo coincideva con
               quella del commissario prefetto, del Corpo dei carabinieri e delle popolazioni.
                    Spezzati ufficialmente i legami politici con la RSI, cominciava però l’odis-
               sea del Gruppo carabinieri di Trento relativamente al referente amministrativo
               e  disciplinare.  Il  31  marzo  l’ufficio  stralcio  di  Verona  rendeva  noto  che  le
               Legioni carabinieri erano state sciolte dal 15 dello stesso mese e che, fino al 30
               giugno, le spese per i già appartenenti all’Arma sarebbero gravate sul bilancio
               delle Forze Armate .
                                  32
                    Successivamente, il 26 aprile, partiva da Verona la comunicazione che gli
               uffici della disciolta Legione avrebbero cessato di funzionare con il 29 aprile e
               che «Il gruppo di Trento riceverà istruzioni circa la sua dipendenza disciplinare
               e di servizio».
                    Il  Comando  generale  della  Guardia  nazionale  repubblicana  si  trovò  di
               fronte al dilemma della sistemazione dei carabinieri rimasti nelle zone di opera-
               zione per i quali non era avvenuta la fusione nei reparti della GNR. II 25 mag-
               gio fu trovata la soluzione con un ordine che rifletteva il disagio per una situa-
               zione anomala: «In dipendenza dello scioglimento delle legioni dell’Arma dei
               Carabinieri, i gruppi di Belluno, Udine e Trento, compresi fra quelli che, per
               disposizione dell’autorità Germanica, continuano a funzionare secondo i prece-
               denti ordinamenti, vengono a trovarsi del tutto avulsi da un organo che eserciti
               su di loro le funzioni già demandate ai comandanti di legione». Veniva pertanto
               deciso,  con  applicazione  immediata,  che  tali  Gruppi  venissero  aggregati  alla
               Legione di Trieste inclusa nel territorio dell’Adriatisches Küstenland.
                    Il legame con Trieste risultava però puramente formale, limitato solo alle
               pratiche amministrative, come dichiarava al De Finis il colonnello della Legione
               Ugo  Galeazzi  in  una  lettera  dove  si  augurava  che  l’avvenire  potesse  essere
               «meno ingrato per il nostro martoriato Paese e per l’Arma».

               31   Il testo originale della circolare, conservata anche in ADF, fasc. 17 e 24, in AST, Fondo CP,
                    b. 12, fasc. Impiegati 1944-45.
               32   Questa, come le altre comunicazioni che seguono, in ADF, fasc. 29.

                                                                                        281
   278   279   280   281   282   283   284   285   286   287   288