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IL GRUPPO CARABINIERI DI TRENTO




                    Non ci risulta se l’Arma avesse ottemperato a tali ingiunzioni, ma è docu-
               mentabile che, quando possibile, essa si oppose all’accettazione di ordini ed
               incombenze  ritenute  non  di  competenza  dei  carabinieri,  come  nel  caso  di
               Roncone dove la richiesta di pattuglie di sorveglianza fatta dalla Gendarmeria
               venne bloccata dal risoluto intervento del ten. col. De Finis .
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                    Un sacrificio imposto all’Arma dalla polizia germanica fu quello di dimet-
               tere l’uso delle stellette ad iniziare dall’agosto 1944. Il provvedimento non era
               nato da motivi di disprezzo o di ritorsione da parte tedesca, ma da incidenti
               suscitati  ad  opera  di  appartenenti  alle  forze  armate  della  Repubblica  sociale
               incontratisi per caso con carabinieri delle zone d’operazione. Nel luglio 1944 il
               ten. col. De Finis si era consigliato sul da farsi con il ten. col. Galeazzi di Trieste
               segnalando  il  fatto  che  alcuni  appartententi  all’Arma,  recatisi  in  divisa  nelle
               «vecchie province» per licenza o servizi erano stati redarguiti da militari della
               RSI e che, addirittura, allo scalo ferroviario di Trento, un capitano dell’esercito
               fascista  aveva  imposto  ad  un  carabiniere,  sotto  la  minaccia  della  pistola,  di
               togliersi le stellette e di sostituirle con i gladi romani. Egli proponeva di chiarire
               alle  forze  armate  fasciste  la  posizione  dei  carabinieri  operanti
               nell’Alpenvorland. Il Galeazzi, rispondendo il 18 luglio, invitava però alla pru-
               denza: era meglio affrontare l’eventualità di altri incidenti piuttosto che risolle-
               vare una questione già risolta con i tedeschi, quella della divisa .
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                    Ma da parte germanica, onde evitare scontri che potessero deteriorare i
               rapporti già tesi con la RSI in merito al problema ancora aperto del costituendo
               esercito repubblicano e per eliminare accordi con il fascismo tenuto lontano
               dalla provincia, si preferì vietare l’uso delle stellette .
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               35   Nel novembre 1944, a seguito dell’ammanco di materiali nei cantieri di lavoro della linea difen-
                    siva di Lardaro, erano state chieste ai carabinieri pattuglie di sorveglianza che di giorno e di
                    notte controllassero le strade a Roncone e Condino. Il comandante la Stazione il 28 novem-
                    bre, passando la richiesta al De Finis, aveva fatto presente l’esiguità del numero dei carabinieri
                    in loco, appena bastanti per i normali sevizi, aggiungendo: «d’altro canto, questo comando
                    non ritiene di dovere ottemperare a quanto richiesto, non rientrando ciò nei compiti devoluti
                    all’Arma». L’intervento immediato del De Finis aveva fatto rientrare la richiesta, tanto che il 4
                    dicembre egli poteva comunicare: «Il comando della Gendarmeria capitanale ha dato disposi-
                    zione all’O.T. - direzione lavori 3 di Roncone di non richiedere l’opera dei carabinieri per ser-
                    vizi di pattuglia che aveva richiesto per la sorveglianza dei cantieri». ADF, fasc. 5.
               36   La corrispondenza tra il De Finis e il Galeazzi, ivi.
               37   La comunicazione che vietava l’uso delle stellette venne fatta al Gruppo carabinieri l’8 agosto
                    1944 dal comandante della Gendarmeria. Facendo riferimento alla disposizione della GNR
                    che imponeva ai carabinieri, a partire dal 31 maggio, di portare le nuove uniformi con i
                    distintivi  della  Guardia  nazionale  si  comunicava  che  «è  stato  dal  comandante  della
                    Gendarmeria presso il comandante della Polizia d’ordine in Bolzano definitivamente dispo-
                    sto che per la zona d’operazione delle Prealpi le stellette sono da togliersi però non si devono
                    portare i nuovi distintivi della repubblica. Prego disporre per l’osservanza di queste misure e
                    di comunicare l’esecuzione.» ADF, fasc. 24.

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