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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Comando generale dei carabinieri, situato a Brescia, il 12 febbraio veniva tra-
smessa agli uffici interessati la comunicazione del Comando generale della
Guardia nazionale repubblicana dove si precisava che, fino a nuovo ordine, nes-
suna variazione poteva essere apportata all’organizzazione di milizie speciali e
dei carabinieri dislocati nelle province di Bolzano, Trento, Belluno, Udine,
Gorizia, Pola, Fiume e Zara. Pertanto in tali province non poteva essere costi-
tuita la GNR ed i comandi dovevano astenersi dall’impartire in questi territori
disposizioni ai reparti ivi distaccati. Il che equivaleva a riconoscere come i cara-
binieri delle due zone d’operazione non dovevano considerarsi assorbiti nella
GNR in parallelo a quanto era avvenuto nella Repubblica sociale. Dall’ufficio
stralcio di Verona la comunicazione del 12 febbraio veniva inoltrata al Gruppo
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di Trento per il quale era stato sollevato anche un altro problema, quello del
giuramento alla RSI.
Da Verona, il 14 febbraio, era giunto da parte del ten. col. Giuseppe
Congedo, comandante interinale del locale ufficio stralcio della Legione, il
seguente ordine: «Disporre che nel pomeriggio di domani, 15 corrente, codesto
comandante del Gruppo e quelli delle compagnie dipendenti, si presentino a
questo capoluogo per presentare il prescritto giuramento di fedeltà nelle mani
del sottoscritto» .
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Il De Finis, recatosi a Verona con i capitani Nicola Censori, Francesco
Risica e Carlo De Ferrà, si presentò sì al comandante, ma dichiarandosi contra-
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rio al giuramento ed ottenendo l’esonero . Ed infatti la cerimonia veniva sospe-
sa con giustificazione del provvedimento in base allo spirito della circolare del
12 febbraio .
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27 La comunicazione, ivi, fasc. 1.
28 L’ordine, ivi, fasc. 29.
29 Dell’episodio di Verona vi è la testimonianza scritti dei tre capitani che accompagnarono il
De Finis. Questa la dichiarazione del cap. Risica: «Il 16 febbraio 1944 mi recai a Verona col
ten. col. De Finis Michele e coi colleghi De Ferrà Carlo e Censori Nicola perché invitato da
quel comandante la Legione a compiere il giuramento per la pseudo repubblica sociale ita-
liana. Né io né gli altri prefati colleghi volevamo sottoporci al giuramento e di ciò se ne parlò
durante il viaggio. Ivi giunti il ten. col. De Finis conferì con il comandante la Legione e nel-
l’uscire dal di lui ufficio ebbe a dirmi alla presenza degli altri due colleghi «ritorniamo alle
nostre sedi. Ho detto al comandante la Legione che noi non vogliamo giurare». Con l’animo
pieno di gioia ripartimmo». La dichiarazione è del 26 marzo 1946, le altre due del 27 marzo
e 4 aprile 1946 e sono pressoché identiche a quella del Risica. In ADF, fasc. 29.
30 Questo il testo della lettera del ten. col. Congedo spedita nel medesimo giorno della visita
del De Finis, il 16 febbraio: «Oggetto: cerimonia del giuramento. Con riferimento alla circo-
lare n.619/6 del 12 c.m. del comando generale dei carabinieri - ufficio ordinamento - avente
per oggetto «Guardia Nazionale Repubblicana» ed a seguito del colloquio avuto stamane, col
tenente colonnello De Finis, comandante di codesto Gruppo circa la speciale situazione poli-
tica della sua zona, si prega di soprassedere alla cerimonia in oggetto. Con riserva di eventuali
disposizioni se queste perverranno dai comandi superiori». In ADF, fasc. 1.
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