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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Si era fatto subito in via privata qualche tentativo per individuare delle per-
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sone del luogo quali comandanti 92 di un corpo che, si spiegava, avrebbe per-
messo di ottenere il rimpatrio dei trentini deportati in Germania. L’avv. Crivelli
ne aveva parlato anche con Giannantonio Manci il quale si era mostrato d’ac-
cordo sui contenuti del progetto ma timoroso dei tedeschi che, sicuramente,
avrebbero preteso di sottoporre il CST al loro comando; egli pertanto insisteva
sul rafforzamento e l’utilizzo dei vigili del fuoco .
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Scuola elementare "Verdi" verso via Prati danneggiata dal bombardamento alleato del 13 maggio 1944
(Fonte: Archivio fotografico storico provinciale - Unità di missione strategica soprintendenza per i beni culturali - Provincia autonoma di
Trento, Collezione Giulio Cagol 166)
Il Corpo di sicurezza trentino, costituitosi formalmente nel febbraio 1944,
non ebbe però né l’indipendenza né le caratteristiche promesse al de Bertolini.
Voluto dall’Hofer, fu controllato dai tedeschi e costituito in massima parte non
da volontari, del resto pochi o restii, ma da chiamati con regolari cartoline pre-
cetto tramite gli uffici di leva dei Comuni. Ai giovani venne imposta l’uniforme
tedesca e dall’esercito tedesco furono scelti gli ufficiali; il Corpo, inoltre, in vio-
lazione alle assicurazioni date al commissario prefetto, venne impiegato dalla
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Gestapo in operazioni antipartigiane anche fuori provincia .
22 Ivi, f. 31; deposizione De Luca, ff. 96-97.
23 Ivi, f. 63.
24 Per il CST vedi U. Corsini, La politica tedesca nell’Alpenvorland, cit., pp. 134-141. Sulla con-
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