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IL GRUPPO CARABINIERI DI TRENTO
gli ultimi emanati dal Corpo fornito di esistenza indipendente. L’Arma dei cara-
binieri, con i ranghi numericamente ridotti causa gli internamenti e le fughe per
sottrarsi ai nazisti e al ritorno dei fascisti, venne infatti coinvolta nella battaglia
ingaggiata da Mussolini ai fini della costituzione di un esercito repubblicano
autonomo. Per esso non solo si sollevarono le pesanti riserve della Germania,
ma anche lo scontro fra Renato Ricci e il generale Graziani che equivaleva alla
lotta per il controllo delle forze armate della RSI.
Mussolini insisteva con Hitler ed il Comando Supremo tedesco per la creazio-
ne di un esercito italiano costituito ex novo sulla base della chiamata alle armi di
500.000 uomini, ma da parte germanica veniva approvata solo l’istituzione di quat-
tro divisioni, accolte ed addestrate in campi tedeschi da parte di ufficiali della
Wehrmacht in modo da condizionare le forze armate repubblicane alle strategie del
Reich. Difficile si presentava anche il problema del reclutamento da compiersi,
secondo il Duce, tra i militari internati in Germania e, per il Führer, tra i precettati
alla leva della RSI. Contemporaneamente scoppiava la questione della Milizia che
Graziani avrebbe voluto sciogliere ed assorbire nelle forze armate, Ricci mantenere
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in forma indipendente, rafforzarla ed assegnarle funzioni sia di polizia che militari .
Sulla questione della Milizia si giocò anche la sorte dell’Arma dei carabi-
nieri. Mussolini il 1° novembre comunicava ad Hitler che intendeva servirsi di
«forti reparti di carabinieri» per eliminare i gruppi armati arroccati
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sull’Appennino, costituiti da soldati sbandati .
Il 20 novembre prospettava invece la possibilità di creare «con gli elementi rimasti
fedeli della milizia e dei carabinieri, una nuova guardia repubblicana, una specie di poli-
zia sul modello tedesco, di cui doveva essere responsabile il ministro degli Interni» .
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Tutta la vertenza della Milizia era stata attentamente seguita dal colonnello
Jandl, l’ufficiale tedesco addetto alla persona del Duce, che il 19 novembre
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aveva inviato in Germania un dettagliato rapporto favorevole a Ricci e alle sue
tesi. In esso si comunicava: «Un nuovo corpo, la Guardia nazionale repubblica-
na, sarà formata al comando del generale Ricci che ne risponderà direttamente
al Duce; esso comprenderà ciò che resta della milizia, dei carabinieri dopo
l’epurazione, e la polizia dell’Africa italiana». La Guardia nazionale repubblicana
venne infatti costituita alla fine del novembre 1943 e ad essa fu aggregato il
Corpo dei carabinieri con i propri comandi ed uffici diventati «stralcio».
6 Sulle questioni legate alla formazione dell’esercito della RSI, alla Milizia e alla creazione della
Guardia nazionale repubblicana vedi F.W. Deakin, op. cit., pp. 785-810; L. Klinkhammer, op.
cit., pp. 266-308.
7 F.W. Deakin, op. cit., p. 794.
8 Ivi, p.799.
9 Riportato ivi, pp. 800-801.
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