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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Nel Trentino, ormai isolato dal resto d’Italia e con i confini resi impermea-
bili anche dalle ordinanze del commissario supremo del 3 e 25 ottobre che
imponevano l’autorizzazione per l’entrata nel territorio dell’Alpenvorland, il
Gruppo carabinieri aveva propri problemi, diversi da quelli emersi nella RSI.
Nelle zone d’operazione era rimasta in piedi la struttura burocratico - ammini-
strativa con i diversi uffici, ma i rapporti con la Repubblica sociale venivano
limitati alle pratiche di natura economica per il mantenimento dell’apparato ed
il pagamento degli stipendi; a queste ultime si aggiungevano quelle relative
all’assunzione delle spese delle truppe di occupazione. Gli obblighi derivanti
dall’onere della presenza nazista e del funzionamento degli uffici amministrativi
non vennero mai contestati dal governo di Mussolini che, anzi, vedeva in tale
aggravio la prova del persistente legame fra lo Stato italiano e le zone di opera-
zione sulle quali si ostinava a rivendicare la sovranità.
Chiesa dell'Annunciata bombardata il 13 maggio 1944. Nei pressi un Carabiniere in servizio d'istituto
(Fonte: Archivio fotografico storico provinciale - Unità di missione strategica soprintendenza per i beni culturali - Provincia autonoma di
Trento, Archivio Fratelli Pedrotti 93615)
Il passaggio dei carabinieri del Trentino alla Legione di Verona, a sua volta
assorbita nella Guardia nazionale repubblicana, aveva messo in atto un rapporto
con la RSI solo amministrativo ed economico che in nulla poteva incidere sul-
l’autonomia operativa del Gruppo la cui prima preoccupazione era quella dei
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