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IL GRUPPO CARABINIERI DI TRENTO
ne». Il Promemoria continuava avvisando che «le comunicazioni col comando
generale sono interrotte» ed in mancanza di ordini e direttive superiori dava una
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serie di disposizioni a tutela dell’ordine pubblico con l’autorizzazione, ai
comandanti di Legione, di adottare nel loro ambito «come meglio credono»
tutte le misure atte a questo compito. Nella conclusione, sotto la copertura della
massima efficienza richiesta all’Arma, veniva proposta una vera e propria epu-
razione giustificata dal fatto che dai carabinieri «oggi si esige fermezza, obbe-
dienza e disciplina assoluta agli ordini dei superiori”.
La circolare proveniente dalla 1 Divisione Carabinieri non trovava però
a
nessun destinatario a Bolzano dove la Legione era scomparsa sostituita in
tutto dalle forze d’ordine naziste. Cancellata la Legione dell’Alto Adige, biso-
gnava rivedere la posizione del Gruppo di Trento che il 23 settembre veniva
passato alle dipendenze della Legione di Verona «per disciplina, amministra-
zione e servizio» mentre il Gruppo di Belluno passava a quella di Padova. Il
comandante di Verona, col. Francesco Delfino, nell’inviare tale comunicazio-
ne al ten. col. De Finis chiedeva la trasmissione dell’elenco nominativo del
personale con l’esatta posizione amministrativa e la richiesta fondi per le
paghe del corrente mese. Successivamente, il 6 ottobre, venivano spedite dalla
Legione di Verona le dettagliate Norme amministrative per le Stazioni del
gruppo di Trento ed il 12 novembre quelle relative al conteggio del premio in
denaro in luogo di licenza. Ma ormai, tranne che per la parte amministrativa,
i carabinieri di Trento dovevano considerarsi avulsi da ciò che restava del
Corpo nella RSI.
In data 23 settembre, accanto alla comunicazione del passaggio del
gruppo di Trento alla Legione di Verona, partiva anche la circolare riservata
personale a tutti gli ufficiali dei Gruppi dipendenti e delle «Sezioni smobilita-
te» dove il col. Delfino precisava: «Resto in attesa di ricevere le proposte
nominative del congedo del personale (ufficiali, sottufficiali e truppa) che,
costituendo un «peso morto», la S.V. non ritiene opportuno mantenere in ser-
vizio». L’opera di epurazione doveva essere portata a compimento ma la
richiesta a Trento rimase lettera morta. Il Gruppo carabinieri non conobbe
alcuna amputazione e, come si dirà in seguito, dilatò anzi i suoi ranghi assu-
mendo nel Corpo numerosi giovani per strapparli alla precettazione o alla
persecuzione fascista e nazista.
4 Queste le disposizioni:
1) l’ordine pubblico deve essere mantenuto ovunque ed a qualunque costo;
2) il lavoro deve essere assicurato e tutelato con pari energia;
3) i beni pubblici e privati devono essere difesi.
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