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LA RESISTENZA SUL GRAPPA. I CARABINIERI DEL TENENTE GIARNIERI




               (25-30 aprile) che “il vivo desiderio della pugna”, concepito come unico “valido
               mezzo per la redenzione del suolo italico” , ha occasione di manifestarsi com-
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               piutamente. “Tutti i carabinieri del IV Battaglione” combatterono “in collabo-
               razione con i vari gruppi di patrioti” della brigata “Nuova Italia”, ad eccezione
               dei distaccamenti di Alano e S. Donà di Piave, che operavano in aree di compe-
               tenza di altre formazioni partigiane .
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                    Nelle azioni di intercettazione e disarmo delle unità tedesche in ritirata -
               ancora in relativa efficienza e in preda alla furia distruttrice indotta dalla dispe-
               razione - per- dono la vita due militari del battaglione Giarnieri ed altri due
               rimangono feriti. Il carabiniere Russo Antonio (croce di guerra al valore milita-
               re) cade a Montebelluna il 30 aprile, assieme ad altri dieci patrioti, negli scontri
               che contrappongono 200 partigiani agli ordini del ten. Alberto Rizzo a circa
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               2.000 tedeschi.  Il carabiniere Graziani Alfredo muore il 28 aprile proprio nella
               natia Bavaria.
                    Sull’attività svolta nei giorni della Liberazione dai due distaccamenti cara-
               binieri di Alano e di S. Donà di Piave, ecco la ricostruzione offerta dal diario
               storico della brigata “Nuova Italia”:
                    “Gruppo S. Donà di Piave”: Detto distaccamento al comando di un mare-
               sciallo in collaborazione con reparti della Brigata Piave, entrò in azione il 27
               aprile. Costrinse dapprima alla resa un reparto di polizia tedesca recuperando
               considerevoli quantitativi di materiale belli- co. Nello stesso giorno una squadra
               comandata da un brigadiere attaccava il presidio locale della G.N.R. disarmando
               e catturando i componenti. Il giorno dopo altre squadre comandate dagli stessi
               sottufficiali assalivano altri reparti catturando una batteria e un centinaio di pri-
               gionieri. In uno scontro cruento sostenuto nella zona fu ferito un carabiniere.
                    Perdite nemiche: morti n. 6 - feriti n. 27 - prigionieri n. 254.
                    Perdite nostre: 1 ferito grave.
                    “Distaccamento di Alano di Piave”: Malgrado la deficienza iniziale di arma-
               mento il distaccamento iniziò le azioni di disarmo e attaccò reparti isolati. Le
               azioni si svolsero dal 26 al 1 maggio catturando molti prigionieri e recuperando
               materiale bellico.
                    Perdite del nemico: feriti n. 2 - prigionieri n. 124.
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                    Perdite nostre: nessuna” .
               33   Ibidem.
               34   Diario storico della Brigata “Nuova Italia”, cit.
               35   F. Zanetti, Dai massacri del Grappa e della pedemontana s’innalza solenne il grido di vittoria e di face dei
                    martiri del secondo risorgimento in Italia, Vicenza 1946, p. 50.
               36   Diario storico della brigata “Nuova Italia” cit.

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