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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Il 1° ottobre
dall’Ufficio riservato del
Comando generale
dell’Arma in Roma veniva
inviata una circolare avente
per oggetto Collaborazione
dell’Arma nei servizi di
polizia. In essa il generale di
Brigata Casimiro Delfino
compiva una lunga disami-
na delle sventure toccate al
paese con sincera parteci-
pazione ed apprensione per
la sorte delle popolazioni e
richiami sentiti, pur sotto la
veste dell’espressione reto-
rica, allo spirito di abnega-
zione dei carabinieri. Ma,
dopo le toccanti premesse,
si parlava della necessità
dell’opera «di epurazione e
di selezione» e, «a rendere
più drastico e più sentito il
provvedimento», venivano
comunicati i modi d’inter-
vento per eliminare i sog-
getti non disposti alla nuova Protezione al monumento dopo il bombardamento
del 2 settembre 1943
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disciplina . (Fonte: Archivio fotografico storico provinciale - Unità di missione strategica soprintendenza
Gli ordini prove- per i beni culturali - Provincia autonoma di Trento, Archivio Fratelli Pedrotti 100600)
nienti da Roma che rispecchiavano contemporaneamente la volontà dell’occu-
pante tedesco e del rinato fascismo, sia pure mirante a scopi diversi, furono tra
5 I provvedimenti dovevano essere i seguenti:
a) Ufficiali: se del s.p.e. se ne proporrà il collocamento nella riserva per inidoneità alle funzio-
ni del grado (...), se della riserva, il loro immediato collocamento in congedo, se di comple-
mento il ricollocamento in congedo o il ritorno alle armi di provenienza;
b) Sottufficiali: l’immediato collocamento in congedo in base alle disposizioni in vigore e con-
seguente consegna agli organi del servizio per il lavoro obbligatorio se compresi nelle classi
stabilite dai relativi bandi;
c) Militari di truppa: immediato congedamento e consegna sotto scorta agli organi del servizio
per il lavoro come per sottufficiali.
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