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IL GRUPPO CARABINIERI DI TRENTO
caserma nella notte dell’8-9 settembre, l’asporto di attrezzature e materiali e poi
la precettazione di pompieri al servizio dei tedeschi non dava adito a speranze
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eccessive sull’uso del Corpo come milizia civile .
Al progetto si era dimostrato favorevole Giannantonio Manci e già si
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pensava ad un possibile comandante dei vigili del fuoco identificato in Guido
De Unterrichter .
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L’iniziativa però non ebbe realizzazione per la contemporanea costituzio-
ne del Corpo di sicurezza trentino (CST) accettato in un primo momento,
quando ad esso veniva assicurata l’indipendenza e l’impiego solo sul territorio
con funzioni di mantenimento dell’ordine pubblico, dallo stesso commissario
prefetto e dagli esponenti della società trentina.
Già il 6 novembre nell’ordinanza riguardante l’obbligo del servizio milita-
re si parlava del possibile arruolamento nel CST o nel SOD (Südtiroler
Ordnungs-Dienst) , già costituito in provincia di Bolzano del quale il CST
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avrebbe dovuto essere un corpo parallelo. Il commissario prefetto che, in base
alle dichiarazioni dell’avv. Gino Marzani, «di sentimenti notoriamente antimili-
taristi non mostrava alcuna simpatia per il progetto, ma osservava che la costi-
tuzione del corpo era inevitabile», aveva ottenuto le assicurazioni che il CST
avrebbe dovuto essere un corpo scelto, magari formato da ex carabinieri o sol-
dati in congedo, impiegati esclusivamente nel Trentino a tutela dell’ordine e non
in operazioni di guerra. In questo senso esso rappresentava il male minore, anzi
«il meno ripugnante» sia per evitare che il servizio d’ordine venisse assunto
esclusivamente dai tedeschi, sia per permettere ai precettati alla leva di sfuggire
all’arruolamento nella Wehrmacht o nell’esercito della RSI .
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17 Ivi, b. 4, fasc. 20. Nella notte 8-9 settembre la caserma dei vigili del fuoco era stata assalita
ed occupata dall’esercito tedesco causando anche la morte di due borghesi che in essa si
erano rifugiati. L’assalto veniva poi giustificato con l’errore di averla scambiata per quella del
62° fanteria. Ma, nonostante si parlasse di errore, dalla caserma era stato prelevato un note-
vole contingente di attrezzature e materiali. Il 26 settembre il comandante dei pompieri invia-
va al de Bertolini il resoconto dell’occupazione della caserma e forniva l’elenco dei materiali
prelevati. Ivi. Il commissario prefetto faticò non poco a fare reintegrare i vigili del fuoco delle
loro dotazioni. Ivi, b. 1-2, fasc. Lavori pubblici.
18 CCAT, Atti processuali dB, deposizione Franco Crivelli, f. 63.
19 Testimonianza di De Unterrichter in A. Vadagnini, op. cit., p. 131. Il de Bertolini nel Memoriale
del 20 maggio 1945 così si era espresso di fronte all’ipotesi di costituzione del CST e dell’eli-
minazione dei carabinieri: «Tentai allora di servirmi dei pompieri, che secondo un mio pro-
getto, dovevano venire ricostituiti secondo i vecchi ordinamenti ed incaricati anche del ser-
vizio occasionale dell’ordine. La cosa fu studiata dall’ufficio della prefettura e tecnicamente
dall’ingegner Unterrichter da me pregato». CCAT, Atti processuali dB, f. 9.
20 L’ordinanza concedeva ai trentini precettati delle classi 1924-25 di arruolarsi, oltre che nel
CST e nel SOD, nella Todt (organizzazione del lavoro), nella polizia, nelle SS armate, nella
Wehrmacht e nelle FF.AA. della RSI.
21 CCAT, Atti processuali dB, deposizione avv. Marzani, f. 30.
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