Page 286 - Numero Speciale 2024-2
P. 286

I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



                  Le vicende della dipendenza economica del Gruppo di Trento, ormai
             riconosciuto autonomo, non erano però finite. Il 12 luglio dalla Legione di
             Trieste si ribadiva ai Gruppi carabinieri di Trento e Belluno che le disposizio-
             ni precedentemente impartite erano state abrogate e quindi, anziché a Trieste,
             «Codesto gruppo farà capo, per le anticipazioni fondi per assegni al persona-
             le, spese d’ufficio, acquisto legna per riscaldamento, riparazioni automezzi,
             riparazione  calzature  e  vestiario  ecc.,  al  comando  Regionale  Direzione  di
             Amministrazione di Padova al quale renderà i conti. Data l’autonomia ammi-
             nistrativa del Gruppo il comandante ha le stesse facoltà ed attribuzioni di
             carattere  amministrativo  che  nei  corpi  competono  al  Relatore  ed  al
             Comandante» .
                          38
                  Nonostante  queste  precisazioni  alcune  pratiche  burocratiche  venivano
             ancora rimbalzate fra Verona e Trieste e viceversa. Il 27 luglio dall’Ufficio stral-
             cio  della  Legione  carabinieri  di  Trieste  arrivava  la  comunicazione  che  «La
             Legione di Trieste è stata sciolta. I gruppi di Trento e Belluno ritornino a far
             capo, per ogni bisogno, agli uffici stralcio delle disciolte legioni di Bolzano e di
             Verona».
                  A Trento, nel frattempo, si mettevano in moto le norme dettagliate per
             l’amministrazione autonoma del Gruppo con i fondi ritirati dalla Tesoreria di
             Verona  e  di  Trento  ma  la  cui  direzione  amministrativa  dipendeva  dal  203°
             Comando militare regionale di Padova.
                  Notevoli difficoltà presentava l’invio delle anticipazioni alle Stazioni, giu-
             stificate da problemi nella fornitura dei moduli per conti correnti postali, ma in
             realtà da attribuirsi all’insicurezza dei valori spediti via posta come si vedrà in
             seguito.  Si  metteva  così  in  piedi  una  procedura  assai  complicata:  le  Stazioni
             inviavano la richiesta fondi al comando Compagnia entro il 20 del mese, la
             Compagnia riepilogava le richieste e le segnalava alla Legione, questa, a sua
             volta, inviava i fondi al comando Compagnia con vaglia del Tesoro. Il penulti-
             mo giorno del mese i comandanti di Stazione avrebbero ritirato personalmente,
             o a mezzo delegato, i fondi dal comando Compagnia dietro presentazione di
             ricevuta quietanzata; quest’ultimo doveva poi trasmettere le ricevute al coman-
             do di Legione. In calce alla circolare del 14 luglio riguardante Anticipazioni alle
             Stazioni il De Finis annotava a mano: «I fondi verranno prelevati dal Comando
             di Padova con ordinanza espressa alla fine mese. Il Gruppo si amministra auto-
                         39
             nomamente» .
             38   Questo, come i documenti citati in seguito, in ADF, fasc. 1.
             39   La circolare del 14 luglio, ivi come la circolare del 4 agosto riguardante le particolareggiate
                  disposizioni relative all’autonomia amministrativa.

             284
   281   282   283   284   285   286   287   288   289   290   291