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IL MARESCIALLO OSMAN CARUGNO. GIUSTO TRA LE NAZIONI
La struttura sembra adatta tanto più che il paese è alquanto isolato ed è a
soli quindici chilometri da San Marino mentre il comando tedesco più vicino è
a Mercatino Marecchia che dista nove chilometri. Konforty e Neumann valuta-
no quindi positivamente il trasferimento a Pugliano che offre maggiori condi-
zioni di sicurezza al gruppo. Ma ci sono anche alcuni problemi da risolvere.
Il primo: Villa Battelli è completamente vuota, bisogna attrezzarla di tutto.
Chiedono aiuto a Cino Petrucci il quale mette a disposizione le attrezzature
dell’albergo Italia come, ad esempio, le cucine ma anche tutto ciò che serve per
arredare le camere.
Il secondo: considerata la distanza tra Bellaria e Pugliano, circa settanta
chilometri, anche il trasferimento non è affatto semplice. Infatti per più giorni
un camion deve andare avanti e indietro trasportando tutto il necessario.
Questo naturalmente aumenta i rischi. Ma per fortuna non ci sono intoppi, nes-
sun problema neppure con i controlli ai posti di blocco grazie ad un regolare
permesso che il maresciallo Carugno riesce a procurare all’autista.
Quando entrammo in quell’albergo senza nome - racconta Konforty - ci accorgem-
mo di come era ideale per noi: isolato fra i monti, circondato dal bosco, invisibile dal di fuori.
Si poteva passeggiare nel giardino senza incontrare nessuno e io scoprii che dalla cima della
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torre si vedeva tutto il percorso da San Leo fino al nostro incrocio.
Qualche centinaio di metri sotto l’incrocio e la strada principale che portava a Villa
Grande, di cui noi facevamo parte, c’era un villaggio solitario: Pugliano Vecchio, anche lui
invisibile dalla strada. Petrucci assunse due giovani donne di Pugliano Vecchio che pulivano
le stanze e aiutavano in cucina. I contadini ci vendevano latte, carne e altri generi alimentari
[…]. Appena lasciammo Bellaria, Rimini cominciò ad essere bombardata tutti i giorni.
Cominciò l’offensiva degli alleati e dagli scoppi e dai lampeggiamenti potevamo capire che il
fronte distava da Rimini circa 100 chilometri […].
Il nostro gruppo si sentiva più sicuro, vedevamo davanti a noi la salvezza. A volte qual-
cuno di noi, coraggioso e spavaldo, andava a passeggiare a Pugliano Vecchio e alcuni persino
a San Leo e tornare poi a piedi. Era molto tempo che non andavano in corriera. Incontrarono
3 marescialli di 3 luoghi diversi. Tra loro c’era anche il maresciallo di San Leo, con cui era-
vamo in buoni rapporti, ma che non ci sembrava una persona di cui ci potevamo fidare. Nei
suoi giri era passato a volte da noi. Petrucci gli aveva offerto del vino.
I 3 marescialli guardarono meravigliati questa persona che era salita sulla corriera in
questo incrocio isolato. Cominciarono le domande. Ziliako si confuse e, nonostante il suo ner-
vosismo, capì che la nostra zona era di competenza di uno dei tre e che questo aveva il compito
di sorvegliare le persone come Ziliako. Appena arrivato a San Leo tornò a Pugliano e rac-
contò ciò che era successo. Non sapevamo se il fatto era serio e pericoloso, ma decidemmo di
45 Era un comune distante tre chilometri.
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