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IL MARESCIALLO OSMAN CARUGNO. GIUSTO TRA LE NAZIONI




                    Ci sentivamo più sicuri sotto la protezione del maresciallo e di Ezio. Petrucci cercò di
               fare amicizia con noi, ma riuscimmo a tenerlo lontano e solo io e mio suocero lo trattavamo
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               personalmente e amichevolmente .

               7.  Un delatore denuncia ai tedeschi il gruppo di profughi. Il trasferimento
                  all’albergo Italia a Pugliano Vecchio. L’accoglienza degli abitanti.
                  I sospetti tedeschi sul doppio gioco di Carugno
                    Intanto cresce ancor di più l’inquietudine per quanto sta accadendo non
               solo a Rimini, continuamente bombardata, ma anche per le notizie che arrivano
               dal campo di Fossoli da dove sono partiti alcuni convogli di deportati verso
               Auschwitz.  Nel  frattempo  anche  i  partigiani  intensificano  le  loro  azioni  alle
               quali tedeschi e fascisti rispondono con controlli sempre più stringenti e posti
               di blocco. Come altrove anche a Bellaria si respira sempre più un clima di guerra
               con i genieri tedeschi che accelerano i lavori per la costruzione dei bunker e
               delle altre linee di difesa antisbarco. E gli sfollati? Restano nascosti in attesa
               degli eventi ma non sanno ancora che qualcuno li ha traditi. A far scattare l’al-
               lerta agli inizi di marzo è Piero, il fratello di Ezio, che giunge frettolosamente a
               Bellaria da Padova per avvertirlo che i tedeschi sono andati a cercare i suoi amici
               ebrei prima ad Asolo e poi a Padova.
                    Nel gruppo si fa subito strada l’idea di scappare e rifugiarsi a San Marino
               dove in precedenza con il ministro dell’interno Forcellini era stato pianificato, in
               caso di emergenza, un piano di accoglienza. Tuttavia Ezio è determinato a dare
               un volto e un nome al delatore , capire insomma chi ha denunciato gli ebrei.
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                    Decide  quindi  di  recarsi  a  Padova  insieme  al  fratello  e  ad  un  amico.
               L’informatore viene individuato: è un militare al quale proprio Piero aveva con-
               fidato di aver nascosto il gruppo di ebrei evasi dal campo di Asolo. Per ottenere
               il suo silenzio Ezio versa al soldato una grossa somma di denaro che il padre
               Giovanni gli aveva consegnato alla partenza. Al rientro a Bellaria Ezio non forni-
               sce spiegazioni ma tranquillizza tutti, torna una relativa calma, anche se Neumann
               stava maturando l’idea di fuggire in Svizzera, piano al quale però rinuncia per la
               morte di Rura Frohlich  e per l’ictus che colpisce il padre Adolf Neumann.
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                    Nell’aprile 1944 la presenza dei soldati tedeschi a Bellaria diventa ancora
               più asfissiante. Ora sempre più spesso si fanno vedere anche all’albergo Italia.
               Tra gli sfollati cresce ancor di più la paura.


               41   Dal Memoriale di Jospeh Konforty, p. 28.
               42   Per approfondimenti cfr. Mimmo Franzinelli, Delatori, spie e confidenti anonimi: l’arma segreta del
                    regime fascista, Milano, Mondadori, 2001.
               43   È stata tumulata con falso nome italiano nel cimitero di Bellaria.

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