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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



                  A portarle in bicicletta alla pensione Esperia è Libia, moglie di Ezio, la
             quale le nasconde in un borsone ricolmo di ortaggi. Lungo il percorso si imbat-
             te in un posto di blocco di guardie repubblichine. Ha il cuore in gola. Si mette
             in fila e aspetta il suo turno per i controlli, ma fortunatamente il repubblichino
             la lascia passare senza neppure identificarla. Mezz’ora più tardi è alla pensione
             dove tutti tirano un sospiro di sollievo.


































                                  Esterno di una carta di identità contraffatta
                                            (Fonte: archivio autore)
                  Le carte ora vanno però riempite e autenticate. Giuseppe Rubino, presente
             alla pensione, estrae dalla giacca la sua carta d’identità timbrata dal comune di
             Barletta. Per qualche istante rimane in silenzio, la osserva attentamente ma è
             ovvio cosa stia pensando. Di lì a poco la sua proposta convince tutti tanto più
             che si tratta di un comune del Sud dove è pressoché impossibile compiere veri-
             fiche. Due giorni dopo il timbro è pronto e predisposto in modo da poterlo
             usare sia per le carte d’identità sia per quelle annonarie.
                  Si decide di italianizzare i nomi di ognuno a partire da quelli delle due
             guide del gruppo: Joseph Konforty diventa così “Giuseppe Conforti”, quello
             del suocero Ziga Neumann “Zeno Napoletano”.
                  Qualche giorno dopo hanno la prova che le carte d’identità autenticate col


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