Page 221 - Numero Speciale 2024-2
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IL MARESCIALLO OSMAN CARUGNO. GIUSTO TRA LE NAZIONI
Ma proprio mentre il camion procede per le “piccole strade” di Bellaria ad
un angolo, dopo un breve inseguimento, li raggiunge un uomo in bicicletta
“dall’aspetto magro e scuro”. Piero scende dall’automobile e comincia a con-
versare sempre in dialetto con quello più anziano.
I profughi non comprendono una parola, poi ad un tratto Ezio si avvicina
a Neumann e spiega che è pronto ad ospitarli. Ezio ha bisogno di soldi, per
questo ignora del tutto i consigli del padre. Dopo aver fatto loro un bel sorriso,
ordina all’autista del camion di invertire la marcia. Di lì a poco raggiungono il
Savoia dove, dopo un viaggio faticoso di quattro giorni tra ansie e paure, trova-
no finalmente una sistemazione e un po’ di serenità. Le cose non erano chiare -
aggiunge Konforty nel Memoriale - ma non avevamo altra scelta che affidarci, per il
bene o per il male, nelle mani di questo italiano .
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Ezio Giorgetti, ma anche la moglie Libia, sul gruppo di sfollati iniziano
quasi subito a nutrire forti sospetti. In realtà chi sono? Hanno cognomi che
sono poco italiani, le donne parlano una lingua straniera e poi sono in tanti, un
numero che continua a salire anche con l’arrivo della famiglia Lakembach,
padre, madre e una figlia. Il gruppo conta ormai trenta persone.
4. L’albergatore Ezio Giorgetti chiede aiuto al maresciallo Carugno.
L’incontro in caserma con Joseph Konforty
Giorgetti appare sempre più preoccupato, decide per questo di scoprire la
loro vera identità. Neumann e Konforty in un colloquio riservato gli confessa-
no di essere tutti ebrei fuggiti dal campo di internamento di Asolo. Ezio si
“gela”, china il capo e per alcuni istanti resta in silenzio consapevole di mettere
a rischio la sua vita e quella della sua famiglia, ma non si tira indietro.
Non può abbandonare quel gruppo di civili ebrei, glielo impone la sua
coscienza e lo stesso spirito di solidarietà che ancor di più deve prevalere,
soprattutto per chi come lui non è fascista, nel turbolento clima di quei giorni
durante i quali una moltitudine di disperati chiede aiuto. Ma Ezio sa che da solo
non può farcela, ha bisogno di essere sostenuto e, in qualche modo, anche pro-
tetto. Il suo pensiero corre subito al maresciallo dei carabinieri Carugno. Lo
conosce da tempo, ne apprezza le doti professionali e le qualità umane, è con-
vinto che come lui non resterà indifferente difronte a quel gruppo di uomini,
donne, anziani e bambini che se abbandonati o “traditi” finirebbero per essere
passati per le armi o spediti nei campi di sterminio.
Giorgetti senza informare Neumann si reca segretamente in caserma per
confidarsi con Carugno.
25 Ibidem, p. 7.
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