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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Come progettammo viaggiavamo per strade laterali cercando di non entrare nelle città,
anche piccole. Attraversammo più volte il Po, le strade erano cattive, ma per noi più sicure
[…]. Così passammo il Delta del Po ed entrammo nel litorale adriatico. Luoghi di vacanze,
in cui centinaia di migliaia (di persone, n.d.r.) venivano d’estate a godersi il Mare Adriatico,
la quiete e il sole italiano.
Verso mezzogiorno arrivammo alle porte di un luogo che si chiama Bellaria e che da
ora per un anno intero sarà unito direttamente o indirettamente alla nostra sorte .
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Sul lungomare di Bellaria il camion carico di donne, uomini, bambini e
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anziani, in tutto 27 persone , procede assai lentamente. Gli alberghi della rivie-
ra che si susseguono uno dopo l’altro sono ormai quasi tutti chiusi per la fine
della stagione. L’unico ancora aperto “e in completa funzione” è il Miramare
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gestito da Giovanni Giorgetti, dalla moglie e dai suoi due figli Piero e Gigi.
Cercavamo Piero - scrive Konforty - e trovammo il padre. Ci guardò con sospetto e
nonostante parlassimo un buon italiano, l’aspetto, il modo di vestire e il comportamento non
erano di italiani. Arrivò Piero e gli consegnammo la lettera di Clara . Piero fece vedere la
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lettera al padre e questi gli chiese di quante persone si trattasse. Quando sentì 27 disse subito
di no .
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Padre e figlio discutono animatamente in dialetto, Piero insiste per poterli
ospitare ma il padre è irremovibile nella sua decisione. Al figlio consiglia di con-
durli in un albergo poco distante, ad Igea Marina, ma non fa cenno dell’albergo
Savoia, che sorge accanto al Miramare, gestito dal figlio Ezio.
Alla fine ci dissero - continua Konforty - che c’era lì vicino un albergo che non era
stato chiuso e forse avrebbero acconsentito ad accoglierci. Piero ci avrebbe fatto vedere il per-
corso. Il vecchio Giorgetti era intelligente e capì subito che noi eravamo ospiti che potevamo
metterli in pericolo. D’altra parte eravamo un bel po’ di gente e potevamo essere un buon affa-
re per ogni albergo in quella stagione. Ma io dubito che il vecchio Giorgetti ci avrebbe accolti
anche se avesse avuto camere libere. Sapeva bene che il suo primogenito, Ezio, che dirigeva
l’altro albergo della famiglia “Albergo Savoia” stava per chiudere e proprio quel giorno [13
settembre 1943] cominciavano a sgombrare, ma non voleva compromettere il figlio mettendolo
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in una situazione che poteva creargli difficoltà con le autorità .
19 Dal Memoriale di Jospeh Konforty scritto nel 1995, pp. 3-5. Ho depositato copia del
Memoriale e del foglio matricolare di Osman Carugno all’Archivio Storico dell’Arma dei
Carabinieri presso la Direzione dei Beni Storici e Documentali del Comando Generale a
Roma, ritenendo utile metterlo a disposizione degli studiosi.
20 Il loro numero era aumentato durante il viaggio.
21 Dal Memoriale di Joseph Konforty, p. 3.
22 La figlia della contessa Fieta di Asolo.
23 Dal Memoriale di Joseph Konforty, p. 6.
24 Dal Memoriale di Joseph Konforty, pp. 6-7.
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