Page 223 - Numero Speciale 2024-2
P. 223

IL MARESCIALLO OSMAN CARUGNO. GIUSTO TRA LE NAZIONI




               Giorgetti aveva parlato con lui. Devo avvertire il nostro capo gruppo che siamo sotto la sua
               protezione. Finché lui è qui non dobbiamo temere di nessuno, nessun pericolo ci minaccia. Ci
               prega di promettergli solo una cosa: se dovesse succedere qualcosa, noi dobbiamo avvertirlo subi-
               to. Non si deve far niente senza consultarsi con lui. E così fu per i prossimi 12 mesi. Ero molto
               commosso dalle sue parole e non sapevo come ringraziarlo. Gli dissi che era la personificazione
               dell’umanità italiana .
                                 28
                    L’invito alla prudenza e al riserbo per il comandante Carugno è fonda-
               mentale per la sicurezza di tutti. Infatti soltanto così può proteggerli anche se a
               Bellaria quel gruppo di persone comincia a destare sospetti per questo bisogna
               evitare luoghi affollati e non parlare con nessuno, basta poco a tradirsi. Un
               mese dopo, siamo verso la metà di ottobre, gli sfollati salgono a 38 con la fami-
               glia di Oskar Frohlich, i suoi due figli e una sorella giunta sempre da Zagabria.
               Ancora una volta a raccomandarli a Giorgetti è il maresciallo Carugno. A for-
               nire nomi e provenienza dei profughi che hanno fatto parte del gruppo dall’ini-
               zio fino alla liberazione, nel settembre 1944, o che ne hanno fatto parte soltanto
               per un breve periodo di tempo, è lo stesso Konforty.
                    Uscirono da Asolo:
                      il dottor Ziga Neumann, capo gruppo;
                      mio suocero, nato a Caprag (Croazia) il 15 febbraio 1894;
                      Bela, sua moglie Schwarz, nata a Budapest il 2 maggio 1897;
                      Yossef Konforty, loro genero, nato a Fravnick (Croazia) il 1° gennaio 1912;
                      Maja, mia moglie, nata a Zagabria il 14 giugno 1920;
                      Blanka, madre di Yossef, Alkalay, nata a Fojnica (Bosnia) il 14 marzo 1893;
                      Adolf, padre di Ziga, nato a Ivanska (Croazia) il 12 febbraio 1862;
                      Daniza, sorella di Ziga, nata a Ivanska (Croazia) il 5 aprile 1904;
                      Rothmuller, suo figlio, nato a Zagabria l’11 giugno 1931;
                      Rutitza, sua figlia, nata a Zagabria l’8 gennaio 1929;
                      Elli, sorella di Bela, in realtà si tratta di Eli nato a Zagabria l’11 giugno
               1931, fratello di Rutitza;
                      Aeon Schwarz, sua moglie;
                      Zdanka, zia di Zdanka;
                      Stepha, sua madre, nata a Krizeugi (Croazia) il 10 marzo 1894;
                      Umitza, sorella di Stepha, nata a Koprivnika (ora Slovacchia) l’8 novembre 1866;
                      Arnitza Marton, cattolico e profugo viennese, nato a Vinkovci (Croazia)
               il 5 dicembre 1929;
                      Leopold Studani, profugo viennese, battezzato, nato a Hohemberger
               (Germania) il 6 giugno 1895;

               28   Ibidem, p. 11.

                                                                                        221
   218   219   220   221   222   223   224   225   226   227   228