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IL MARESCIALLO OSMAN CARUGNO. GIUSTO TRA LE NAZIONI
Alcuni sono pronti a fuggire via mare con i pescherecci per raggiungere
Foggia o Bari, ma a lasciare Bellaria è solo la famiglia Deutch che si rifugia in
Svizzera. Ezio Giorgetti è consapevole dei rischi cui può andare incontro anche
perché i suoi ospiti non hanno documenti. Si consiglia col maresciallo Carugno.
Insieme decidono di trasferirli in un luogo più sicuro.
Interno di una carta di identità contraffatta
(Fonte: archivio autore)
Viene individuata la pensione Esperia in un’area isolata tra gli alberi vicino al
mare. Il loro trasferimento avviene a piccoli gruppi seguendo le indicazioni di
Carugno che aveva studiato il percorso, circa due chilometri, onde evitare i posti di
blocco tedeschi. All’Esperia le giornate sono lunghe e noiose per i profughi rintanati
nelle loro stanze. Nessun contatto con l’esterno, nessuna passeggiata sulla spiaggia.
Intanto Giorgetti e Carugno si attivano per procurare ad ognuno di loro i
documenti. Servono trenta carte d’identità e altrettante tessere annonarie.
Prendono contatto con Alfredo Giovannetti, segretario comunale di San Mauro
Pascoli il quale però può prelevarne solo una parte per non destare sospetti. A
fornire le restanti è Virgilio Sacchini, funzionario del comune di Savignano e
vecchia conoscenza del maresciallo Carugno quando comandava la stazione.
Sacchini le sottrae all’ufficio anagrafe e le consegna a Giovannetti.
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