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IL MARESCIALLO OSMAN CARUGNO. GIUSTO TRA LE NAZIONI




               distrutte, non si sapeva più qual era il loro posto […]. Ezio camminava triste nel suo albergo
               e nell’albergo di suo padre. Io posso immaginarmi come gli facesse male il cuore. Ma Ezio e sua
               moglie erano persone molto laboriose. Ezio sapeva arrangiarsi, aveva fiuto per gli affari, e poco
               tempo dopo la fine della guerra ristabilì l’albergo che già un anno dopo era in funzione .
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               8.  L’accusa di collaborazionismo con tedeschi e fascisti. Il prosciogli-
                  mento. Il riconoscimento di “Giusto tra le Nazioni”
                    Konforty chiede ad Ezio anche notizie del maresciallo Carugno. È stato
               trasferito - risponde - non sta più a Bellaria .
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                    Infatti il 28 maggio 1944 da Bellaria viene mandato a Bologna e, ancora
               dopo, a Rimini e Cattolica. Nel novembre del 1944 Carugno assume per un
               mese il comando della stazione di Morciano  e, anche qui, come aveva già fatto
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               a Bellaria, impegna tutte le sue energie per essere d’aiuto alla popolazione sfi-
               brata  da  mesi  di  guerra.  Da  Morciano,  a  metà  dicembre,  viene  trasferito  a
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               Viserba   dove  nei  primi  mesi  del  1945  riceve  una  missiva  del  Comando
               Generale dell’Arma con la quale viene informato dell’apertura di un’inchiesta a
               suo carico per una presunta collaborazione con tedeschi e fascisti. Rischia un
               processo e un provvedimento di epurazione. Per Carugno è un colpo al cuore,
               è turbato e frastornato, ma sa di poter dimostrare l’infondatezza dell’accusa.
               Infatti le testimonianze rese da alcuni partigiani di Bellaria e una lunga lettera
               che Konforty nel maggio 1945 invia al Comando Generale, nella quale racconta
               l’odissea dei profughi ebrei e l’aiuto che Carugno ha prestato mettendo a rischio
               la sua vita e quella dei suoi familiari, lo salvano dall’incriminazione. Il marescial-
               lo, pur amareggiato per la vicenda, può alla fine tirare un sospiro di sollievo per
               essere riuscito a provare l’insussistenza di quell’assurda accusa che avrebbe cer-
               tamente recato disonore ad un carabiniere che, al contrario, era rimasto fedele
               alla Casa Reale e impegnato a proteggere militari italiani sbandati, partigiani ed
               ebrei.
                    Frattanto Neumann e Konforty con al seguito donne, anziani e bambini
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               alla fine di ottobre del 1944 dal porto di Ancona raggiungono il centro di acco-
               glienza profughi di Bari da dove, nell’aprile 1945, possono finalmente fare ritor-
               no in Palestina. Hanno con loro soltanto una valigia con pochi averi ma ognuno
               ha nel cuore la speranza di poter vivere finalmente in un mondo migliore.

               50   Dal Memoriale di Joseph Konforty, p. 82.
               51   Esercito Italiano, Comando Forze Operative Sud, Reparto Attività territoriali di Caserta,
                    foglio matricolare di Osman Carugno.
               52   Ibidem.
               53   Grossa frazione a Nord di Rimini.
               54   La famiglia di Hugo Schwarz preferisce restare in Italia e tentare di raggiungere l’America.

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