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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



                  Dopo  Viserba,  negli  anni  compresi  tra  il  1946  e  il  1958,  il  maresciallo
             Carugno presta servizio a Cesena, a Rimini e, infine, a Riccione. Nel novembre
             1945 viene sottoposto a visita medica presso l’ospedale militare di Bologna che
             lo giudica inabile al servizio per problemi cardiaci. Nell’agosto 1946 torna in
             servizio e l’anno seguente è promosso maresciallo maggiore, grado col quale in
             tre diversi periodi, tra il 1956 e il 1957, regge la Tenenza di Rimini disimpegnan-
             dosi - si legge dalle annotazioni del foglio matricolare - “molto bene”. Il 30
             luglio 1947 il Comando Legione di Bologna gli conferisce anche un encomio
             solenne perché - recita la motivazione - “coordinò efficacemente il suo superio-
             re nel corso di complesse indagini conclusesi con l’arresto di quattro pericolosi
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             criminali ritenuti responsabili di omicidio a scopo di rapina” .
                  Nel 1957 gli viene assegnata la croce di guerra e nel 1958, prima di essere
             congedato  dopo  38  anni  di  servizio,  la  medaglia  d’oro  al  merito  di  lungo
             comando. Il maresciallo Osman Carugno muore a Rimini il 5 novembre 1975.
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                   Quando il 5 maggio 1964 lo Yad Vaschem conferisce ad Ezio Giorgetti
             il titolo di “Giusto tra le Nazioni” Carugno prova grande rammarico. Nessuno
             si era ricordato di lui. Quella è stata l’unica volta - racconta la figlia Maria Diomira
             - che ho visto mio padre un po’ deluso, ma lui non si è mai lamentato di questo strano silenzio
             sul suo conto. Anzi, come al solito, non ne ha fatto parola. Però io intuivo che non era sereno:
             avvertivo in lui come una certa malinconia e amarezza.
                  A fornire alcuni anni dopo una spiegazione su quella dimenticanza “non
             voluta” è lo stesso Konforty: Io avevo capito - scrive - che questa onorificenza può esse-
             re concessa a una sola persona che abbia aiutato un gruppo. E così ho descritto ciò che ci
             accadde negli anni 1943-1944 e quanto aiuto ricevemmo da Ezio. Raccontai anche che com-
             pito aveva avuto Carugno e quanto ci aiutò. Se a quel tempo avessi saputo che potevo descri-
             vere in tutti i particolari il suo aiuto e che potevo proporre anche lui come candidato al titolo
             di “Chassid Haumot” l’avrei certamente fatto. Invece mi concentrai solo sulla candidatura di
             Ezio. Quando questi ricevette l’invito di venire in Israele per ricevere l’onorificenza e anche
             due biglietti per il viaggio suo e di sua moglie, Carugno era convinto che uno dei due biglietti
             fosse per lui. Ma Ezio aveva ricevuto i biglietti per sé e per la moglie. Libia non aveva il
             coraggio di volare ed Ezio restituì il biglietto. Da tutto ciò Carugno capì che Ezio aveva resti-
             tuito il biglietto per godersi da solo quell’onore. Da quel momento la relazione fra queste due
             ottime persone si raffreddò e così peggiorò anche il rapporto di Carugno con noi. Più volte ten-
             tai di riprendere i nostri legami, ma lui era restio. Non capii questo suo comportamento finché
             nel 1982 andai a trovare sua moglie e potei spiegarle come erano andate le cose .
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             55   Reparto attività territoriali di Caserta, foglio matricolare di Osman Carugno.
             56   È deceduto nel 1970 a soli 58 anni.
             57   Dal Memoriale di Joseph Konforty, p. 13.

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