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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Badinelli accettò con rassegnazione la sentenza, chiese solo di potersi con-
fessare. Il permesso inizialmente gli fu negato, ma il sopraggiungere del parroco
del paese, Monsignor Giuseppe Monteverde, avvisato dell’accaduto, fece sì che
il desiderio del condannato potesse essere esaudito. Il sacerdote raccolse la con-
fessione del giovane carabiniere e il suo perdono per coloro che stavano per
ucciderlo. Gli lasciò un crocifisso che il giovane tenne stretto fra le mani e baciò
pochi istanti prima della sua dipartita. Badinelli, accompagnato dal religioso, fu
condotto da due militari sino al cimitero e spinto verso il muro di cinta, dove
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una raffica di mitra troncò per sempre la sua esistenza .
Si trattò di un gesto di violenza assolutamente gratuito da parte del
comando fascista: il carabiniere Badinelli fu fucilato senza alcuna colpa, non
faceva parte di alcun gruppo di Resistenza, non aveva partecipato a nessuna
azione di guerriglia partigiana; probabilmente fu ucciso al solo scopo di esem-
pio e monito per la popolazione . Quella esecuzione placò il Maggiore Cadelo
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che risparmiò il paese, i civili rastrellati e gli altri militari presenti.
Dal giorno della morte del carabiniere Badinelli sino alla Liberazione, il 25
aprile 1945, trascorsero ancora poco più di sette mesi e soltanto dopo che fu
riacquistata la pace, la comunità di Santo Stefano d’Aveto volle ricordare degna-
mente il sacrificio di Albino Badinelli intitolandogli una strada che corre davanti
alla scuola comunale e alla stazione dei Carabinieri. Una targa fu collocata sulla
facciata del cimitero proprio nel punto in cui il giovane carabiniere era stato
fucilato. La sua tomba si trova nel cimitero della frazione di Allegrezze, dove
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egli era nato e vissuto con la famiglia .
Un altro episodio di resistenza individuale promosso da un carabiniere fu
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quello che vide protagonista un maresciallo, Antonio Enrico Canzio .
43 Giovanni Focacci, ufficiale di stato civile di Santo Stefano D’Aveto: dichiarazione sull’episo-
dio. Atto di Legione Carabinieri di Genova, Ufficio O.A.I.O., n. 180/9-4-1950 “S” di prot.
1600, Genova, lì 10 febbraio 1988. Oggetto: fucilazione del carabiniere Badinelli Albino.
44 Alla memoria del carabiniere Albino Badinelli, dal 5 settembre 2018, è intitolata la Caserma
sede del Comando Stazione Carabinieri di Santo Stefano d’Aveto (GE). Fu insignito della
Medaglia d’Oro al Merito Civile «alla memoria» con la seguente motivazione: «Carabiniere
effettivo alla Stazione di Santa Maria del Taro (PR), dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943,
non volendo venir meno al giuramento prestato e deciso a non far parte delle milizie della
Repubblica di Salò, si dava dapprima alla macchia e successivamente decideva di consegnarsi
al reparto nazifascista che, come rappresaglia ad un attacco subito, minacciava di trucidare
venti civili inermi. Condotto d’avanti al plotone di esecuzione sacrificava la propria vita per
salvare quella dei prigionieri. Chiaro esempio di eccezionale senso di abnegazione e di elette
virtù civiche spinte fino all’estremo sacrificio». Santo Stefano d’Aveto (GE), 2 settembre 1944.
(Da https://www.carabinieri.it/arma/curiosita/non-tutti-sanno-che/b/badinelli-albino)
45 Gianluca Amore in Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri, Il carabiniere ausiliario Albino
Badinelli, Numero 4, anno II, pp. 92-95.
46 Nato a Castiglione Chiavarese (Genova) il 13 giugno 1900, fucilato a Chiavari (Genova) il 5
ottobre 1944.
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