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1944. LA RESISTENZA DEI CARABINIERI IN LIGURIA




               Castiglione Chiavarese gli intitolò una strada ed il Comune di Genova incise il
               suo nome nel Sacrario dei caduti Partigaini. Nel 2000, la Stazione dei Carabinieri
               di Lavagna (GE) venne dedicata alla memoria dell’eroico maresciallo.

               5.  Gli Alleati e la Resistenza in Liguria. Gli ultimi mesi del 1944
                    La narrazione di queste vicende dà la dimensione che la lotta di Resistenza
               assunse non solo in terra ligure ma in tutto il Paese, tanto che la crescente orga-
               nizzazione  delle  formazioni  combattenti  destò  non  poche  preoccupazioni
               anche negli alleati che oltre a contare fortemente sul contributo operativo da
               esse fornito, vedevano vacillare l’idea di quella supremazia che avrebbero potu-
               to esercitare nei confronti dell’Italia, un paese considerato ormai vinto e che
               avrebbe pagato pesanti tributi post bellici. Tale considerazione fu particolarmen-
               te  evidente  nella  promulgazione  di  un  proclama  sottoscritto  dal  generale
               Harold Alexander, comandante in capo delle forze alleate nel Mediterraneo, tra-
               smesso nel tardo pomeriggio del 13 novembre 1944 dall’emittente «Italia com-
               batte», la stazione radio attraverso la quale il comando anglo-americano mante-
               neva i contatti con le formazioni del CLN .
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                    Nonostante il proclama Alexander, le organizzazioni resistenziali operanti
               sul territorio ligure, non interruppero affatto i contatti con i reparti della V
               Armata  americana  con  i  quali  pianificarono  l’avanzata  verso  La  Spezia  e  la
               Riviera ligure da una parte e la valle Vara e la Valle di Mara dall’altra. Purtroppo
               l’attacco previsto il 27 novembre 1944 fallì completamente, forse proprio per il
               venir meno della collaborazione alleata e quindi per il limitato appoggio di un
               cannoneggiamento sulle postazioni tedesche che invece era stato promesso dal
               maggiore Oldham .
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                    Di qui, sulla base della demoralizzazione scaturita dall’inatteso insuccesso,
               le operazioni nazifasciste divennero incalzanti e il 28 novembre si concretizza-
               rono  in  uno  dei  maggiori  rastrellamenti  mai  attuati  alle  spalle  della  Linea
               Gotica, col massimo impiego di mezzi e di truppe attinti anche da vari punti del
               fronte. Le perdite maggiori furono riportate dalle Brigate partigiane “Muccini”



                    collocata una lapide in sua memoria. (da https://www.anpi.it/biografia/antonio-enrico-can-
                    zio). (ASACC, fascicoli 1222.6 e 2145.20).
               49   https://www.fattiperlastoria.it/proclama-alexander/.  (Per  il  testo  del  proclama:
                    https://it.wikipedia.org/wiki/Proclama_Alexander)
               50   Il Maggiore Antony Oldham, fuggito dal campo di concentramento di Veano nel comune di
                    Vigolzone (Piacenza), l’8 settembre 1943 si unì ai partigiani emiliani ponendosi a capo della
                    “Divisione Garibaldi Lunense”. La sua storia finì a fine novembre 1944 quando, dopo un fallito
                    tentativo di prendere alle spalle i soldati della R.S.I. che reggevano il fronte, attraversò le linee
                    abbandonando la Garfagnana (https://digilander.libero.it/guerra_in_garfagnana/prigioni.htm).

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