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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
La Centrocroci di Richetto con i suoi successi continuava a svolgere la
propria attività con grande spirito combattivo il che spinse molti uomini effet-
tivi della Divisione avversaria, la Monterosa, a disertare isolatamente e a gruppi
(alcuni anche molto numerosi, con armi e bagagli) per unirsi a Richetto. Fu que-
sta l’occasione per sviluppare un’offensiva di notevole entità contro la
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Monterosa. I primi scontri ebbero luogo il 23 e 24 agosto alla Castagna duran-
te i quali la Monterosa, travolta dalla furia partigiana, iniziò ben presto un defi-
nitivo ripiegamento.
Il 30 agosto il colonnello Mario Carloni, Comandante della 4 Divisione
a
Alpina Monterosa, lanciava alle forze di resistenza un suo ultimatum denso di
minacce, in risposta al quale, il 1° settembre, il comando della Centocroci rivol-
se agli alpini della Divisione l’invito a disertare e a passare nelle file della
Resistenza, informando che la brigata stessa aveva provveduto a far pervenire
ai comandi superiori anglo-americani una nota che elencava come criminali di
guerra, sulla base delle definizioni di Yalta, un certo numero di graduati ed uffi-
ciali della Monterosa, primo fra tutti il tenente Mario Carloni .
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Intanto, i comandi tedeschi cominciarono a sgomberare magazzini,
depositi militari della regione, predisponendo una dislocazione strategica di
mine per effettuare, al momento opportuno, la distruzione di tutte le opere
che potessero essere utilizzate come collegamento tra le stesse formazioni e gli
alleati; l’invio in Germania di macchinari, impianti industriali, materie prime; il
trasferimento di materiale rotabile e di tutto ciò che potesse contribuire al pro-
seguimento dello sforzo bellico tedesco; la intensificazione di retate e rastrel-
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lamenti di uomini validi tra i 18 e i 60 anni . Ciononostante, le organizzazioni
37 Il dispositivo di attacco si mosse su due colonne: una di 400 uomini, partendo da Rovinaglia
e l’altra, di 300 uomini, partendo da Albareto. Dopo i primi scontri che portarono le brigate
partigiane a sgretolarsi in piccole squadre isolate, il 24, pur sotto un nutrito bombardamento
di artiglieria, gli uomini della 1^ compagnia fecero indietreggiare l’avanzata nemica.
38 Si rimanda a Testimonianza di don Canessa in G. Gimelli, op. cit., vol. II, pp. 273-274.
39 Il contrapposto dispositivo di forze germaniche e della RSI dipendeva dal Corpo d’Armata
Lombardia (comandato dal generale Jahn, capo di SM il tenente colonnello Morgantini) che
teneva lo schieramento costiero di Apuania ad Albenga. In particolare, nel territorio spezzino
e apuano erano dislocate forti aliquote germaniche della 135 brigata di fortezza (comandata
a
dal generale Almers) e della 42 divisione leggera della Wehrmacht (comandata dal generale
a
Walter Yost).
40 Solo nel mese di giugno gli interventi effettuati dai reparti nazisti e fascisti in tutte le zone,
furono numerosissimi (se ne possono contare ben 51 nel solo in provincia di Imperia). Fu
in questo periodo che si concentrarono alcune tra le più vaste operazioni di rastrellamento
che impegnarono le opposte forze dall’inizio del mese di maggio a metà del mese di luglio:
il rastrellamento effettuato il 4 maggio da contingenti della GNR, Camicie Nere e Decima
Mas nella zona di Mommio (alta Lunigiana) contro una parte delle bande spezzine; le ope-
razioni condotte dal 24 al 27 maggio contro i reparti partigiani della zona di Chichero in pro-
vincia di Genova; il rastrellamento sviluppato dal 2 al 5 luglio da parte di truppe germaniche
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